Denti del Giudizio e Letture Stregate di Aprile

I più affezionati di voi ricorderanno le vicende con uno dei miei denti del giudizio e la meravigliosa dieta da me registrata, la Bagina Special, gli altri possono leggere tutto in questo post e comprendere perfettamente che cosa mi ha tenuto lontana da social e simili nella seconda metà di aprile.

Sperando di poter tornare a mangiare cibi solidi il prima possibile, vi racconto delle mie letture del mese, che hanno sicuramente contribuito a distrarmi dal mal di denti, assieme agli antinfiammatori d’ordinanza, è chiaro.

Giuseppe Lojacono e i Bastardi di Pizzofalcone, serie di Maurizio De Giovanni, è stata tradotta in serie tv dalla RAI qualche anno fa. Ricordo che la guardavano i miei, ma io non saprei dire com’è.

“Il metodo del coccodrillo”, Maurizio De Giovanni, Einaudi. Il primo volume della serie di Giuseppe Lojacono e i Bastardi di Pizzofalcone. Il romanzo è ambientato nella Napoli dei giorni nostri e descrive una città borghese, caotica e decisamente inospitale, dove tutti si fanno gli affari propri ed è facile passare inosservati.
Il protagonista è Giuseppe Lojacono, un siciliano trasferito a Napoli dopo essere stato ingiustamente accusato di collaborare con la mafia. Lojacono non ha incarichi affidati, finché il sostituto procuratore Laura Piras non gli affida le indagini sui tre omicidi di giovani con estrazione sociale ed età diverse, sui quali solo lui sembra averci capito qualcosa. Il romanzo mi è piaciuto molto, è scritto molto bene in modo fluido, e l’indagine è ben delineata. Anche i personaggi della storia – Lojacono, la Piras, ma anche l’assassino – sono molto ben caratterizzati.

La serie Netflix: l’avete vista?

“Rovina e Ascesa”, Leigh Bardugo, Oscar Mondadori.
Il terzo capitolo della trilogia di Grishaverse non mi ha fatto impazzire, continuo a essere convinta che avrebbe potuto benissimo essere una trilogia e che il ritmo dell’azione ne avrebbe guadagnato. Non mi è piaciuto nemmeno il finale, che è un po’ all’acqua di rose e non da soddisfazione a nessuno, tranne che a Mal, che è un personaggio fatto male. Ma male, male male, ecco.
Ne parliamo meglio in un altro post, incentrato sulle opere della Bardugo, eh? Anche perché non voglio fare spoiler a nessuno, potrei non sopravvivere al linciaggio!

“I bastardi di Pizzofalcone”, Maurizio De Giovanni, Einaudi. Secondo volume della saga che ho iniziato in questo mese, in cui finalmente approdiamo a Pizzofalcone e conosciamo gli altri membri della squadra – Aragona lo “sborone”; Romano, un poliziotto con problemi di aggressività, e la giovane Di Nardo, che vive una situazione famigliare opprimente ed è alla costante ricerca di un modo per esprimersi che sia solo suo. La squadra si divide quasi subito su due indagini differenti. Lojacono, che collabora ancora con il sostituto procuratore Piras, indaga assieme ad Aragona sul caso della moglie di un notaio della Napoli bene, che è stata uccisa in casa sua, mentre Riomano e Di Nardo rispondono a una chiamata apparentemente innocua. Una vecchietta cui piace guardare dalla finestra, che segnala una ragazza bellissima e giovanissima, che vive in un appartamento di lusso, dal quale non esce mai. Tutto sembra avere una spiegazione logica, ma ovviamente non è così.
Il romanzo mi è piaciuto molto soprattutto per lo stile di scrittura, molto fluido, ma non ho ancora fatto in tempo ad affezionarmi ad altri personaggi che non siano Lojacono, che d’altronde avevo “conosciuto” nel libro precedente. Sono curiosa di vedere come procede la serie!

“Le Ateniesi”, Alessandro Barbero, Mondadori. Il primo romanzo di uno storico che io ammiro molto per le sue doti comunicative che io abbia mai letto, e chiaramente ora recupererò gli altri, perché questo, pubblicato nel 2015 da Mondadori, mi è piaciuto veramente moltissimo. Siamo ad Atene, nel 411 a.C. e ci sono tre filoni narrativi che Barbero mixa con molta abilità: la messa in scena di Lisistrata, di Aristofane, la pianificazione di un colpo di stato per rovesciare la democrazia, e lo stupro di due ragazze del popolo ad opera di tre giovani nobili. Quest’ultima parte è dichiaratamente ricalcata sui fatti del Massacro del Circeo (Roma, 1975) e fa una certa impressione.
Le ambientazioni e la ricostruzione storica sono meravigliosi, e fa riflettere come passano secoli e millenni, ma alcune cose rimangono perfettamente uguali.

In Lisistrata, la protagonista convince le altre donne greche a non concedersi più ai loro mariti finché questi porranno fine alla guerra che sta devastando la Grecia. E’ una commedia celeberrima della Grecia antica, vista anche come simbolo di emancipazione femminile.

“Non ditelo allo scrittore”, Alice Basso, Garzanti. La Basso mi ha accompagnata durante la sofferenza per il dente del giudizio, è chiaro!
Nel terzo romanzo della serie di Vani Sarca, la nostra ghostwriter deve addestrare un “collega”, che è addirittura più asociale e intrattabile di lei, in modo che possa rilasciare interviste e venire finalmente alla luce dei riflettori, giacché il sedicente autore del capolavoro letterario che ha scritto è passato a miglior vita e la casa editrice di Vani ha bisogno di fare cass- ehm… rendere nota la verità ai lettori. Intanto, Vani deve anche evitare le avances di Riccardo, il suo ex, che non si è rassegnato a essere stato messo da parte, e aiutare (contro la sua volontà, precisiamolo) il commissario Berganza del pericoloso caso in cui è impegolato. Caso in cui Berganza non vorrebbe proprio che Vani mettesse le mani, perché potrebbe pentirsene! Come sempre la narrazione dell’autrice mi ha divertito moltissimo, anche se in questo libro c’è un po’ troppo romanticismo per i miei gusti… ben stemperato, eh! Indubbiamente, però, c’è.

“La scrittrice del mistero”, Alice Basso, Garzanti. Il quarto volume della saga comincia alla fine del terzo, quando Vani e Berganza indagano su una serie di pesanti minacce ricevute da Riccardo e intanto Vani scrive un romanzo mistery per una “grande penna” americana, Henry Dark. Questo romanzo salverebbe il posto di lavoro del suo capo, Enrico, che ha notevoli problemi con il consiglio direttivo della casa editoriale, e Vani, ormai lo abbiamo capito, un cuore ce l’ha, sotto l’impermeabile con le borchie. E’ che lo mostra poco!

E qui si concludono le mie letture del mese!
Quali sono state le vostre? fatemelo sapere nei commenti!

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