Letture Stregate del Mese. Febbraio 2021.

Febbraio, mese dell’Amore e di San Valentino… Mi ci vedete come Cupido? Io, poco, e di sicuro non sono una grande lettrice di storie d’amore!
In effetti, negli scorsi 28 giorni ho macinato un bel po’ di volumi (che volete, la palestra è ancora chiusa!), ma di romanticherie ne ho lette pochine! Giusto qualche personaggio più sentimentale di altri, ma niente di più.

Ma lasciamo da parte i piccoli putti alati armati di arco e frecce, e mettiamoci a parlare del succo di questo post, ovvero dei libri che ho letto nel mese che sta per terminare! Sono tanti, ve lo anticipavo, quindi è meglio che mi sbrigo, prima di fare concorrenza alla Treccani!

“Vittoria”, Barbara Fiorio, Feltrinelli. Meno di trecento pagine fluide e godibilissime. La protagonista della storia si chiama, manco a dirlo, Vittoria, è una donna di 46 anni, una fotografa freelance che ha smesso di fare foto, perché si è lasciata assorbire dalla relazione con il suo compagno, uomo più giovane, che la lascia. Vittoria non riesce a capacitarsene, è sola e senza entrate economiche, ma fortunatamente è sostenuta dalla squadra di amici più bella che si possa desiderare. Durante una serata con una di questi, viene a contatto con il mondo dei Tarocchi, in cui lei non crede, ma tuttavia ha talento, tanto che – per necessità di pagare le bollette – si mette a fare la cartomante, ricevendo i suoi “clienti” a casa. Il talento di Vittoria nei Tarocchi è in realtà l’occhio dell’artista che si risveglia in lei – o che forse non si è mai sopito -, quella particolare capacità di cogliere l’animo delle persone, insomma, di svelare i loro lati oscuri. Non è quello che si fa con i ritratti, infondo?
È un libro che mi è piaciuto molto, perché, tanto per cominciare, è scritto in modo molto fluido e con una nota autoironica che mi piace sempre, ma anche perché parla di una donna che ha ricevuto una grossa batosta dalla vita, e che lentamente rimette assieme i suoi pezzi e riesce a reinventarsi.

“Il Canto di Calliope”, Natalie Haynes, Sonzogno. Ci ricordiamo tutti come cominciano i poemi epici, vero? “Cantami, o Musa…” Ecco, quella Musa lì è Calliope, patrona della poesia epica, che nel libro risponde alla preghiera di un aedo, ma, stufa di raccontare di eroi, guerre e squartamenti, decide di ispirarlo a cantare, sì, ma delle donne coinvolte nella guerra di Troia. Attraverso il canto di Calliope, parlano Creusa, la sfortunata moglie di Enea, Andromaca, Cassandra, Ecuba, Teti madre inconsolabile, Era, Atena e Afrodite, ma anche Penelope, Briseide, Ifigenia e molte altre. Il mito iper conosciuto assume una prospettiva diversa, quindi, concentrandosi sui dettagli dell’ordito, già che sulla grande scena della battaglia, e sulle conseguenze che lascia sui vivi. 
Noto una tendenza a favorire queste prospettive femminili della mitologia, nelle proposte editoriali degli ultimi due anni. Penso per esempio a libri come “Le nuove Eroidi”, AAVV; “Circe” di Madeleine Miller o “L’Odissea raccontata da Penelope, Calipso e le altre” di Marilù Oliva, che partono esattamente dalla stessa idea, cioè, di una narrazione femminile di qualcosa sempre vista e raccontata dal punto di vista maschile. In ogni caso, “Il canto di Calliope” è un bel romanzo, che si legge con scioltezza e di cui si apprezza la varietà delle voci in campo.

“La ghostwriter di Babbo Natale”, Alice Basso, Garzanti. Piccola avventura della ghostwriter Vani Sarca, un’adorabile favola natalizia che vede la nostra darkissima eroina protagonista di un’indagine singolare, in cui i sospettati sono bambini di sette anni e i disturbatori, i loro genitori, mentre tenta di evitare il cenone della Vigilia con i suoi parenti. Simpaticissimo! 

“Piranesi”, Susanna Clarke. Lainya – Fazi Editore. La casa editrice mi ha omaggiato di una copia della nuova uscita della Clarke, conosciuta soprattutto perché autrice di un altro fantasy, “Jonathan Strange e il signor Norrel”.
Il protagonista si chiama Piranesi – proprio come l’architetto teorico e incisore del XVIII secolo – e vive nella Casa. Giorno dopo giorno ne esplora gli sconfinati saloni, tenendone traccia nei suoi diari, e cammina attraverso corridoi abbandonati, vestiboli, statue, piani sommersi dall’acqua, altri immersi nelle nuvole… ogni martedì e ogni venerdì, poi, incontra l’Altro, l’unico abitante ancora in vita di questa Casa a parte lui, per raccontargli le sue esperienze e confrontarsi con lui. A un certo punto, sui muri di questa abitazione – universo appaiono messaggi misteriosi, che sembrano indirizzati proprio a Piranesi e forse sono stati scritti da qualche nuovo abitante della Casa, che vuoi mettersi in contatto con lui… oppure no? La seconda parte del romanzo si incentra su questa e altre indagini, ma non è la trama a essere importante in “Piranesi”, quanto il viaggio, mi capite?
La narrazione è pura filosofia, e in effetti la Clarke mescola citazioni di altre opere letterarie con quelle della filosofia platonica, e riempie tutto di similitudini e metafore. L’autrice ha scritto un romanzo intimo e raffinato, un vero e proprio inno all’arte, se volete il mio parere, che vale la pena di essere letto.

“Tenebre e Ossa”, Leigh Bardugo, Oscar Mondadori. Racconta la storia di Alina Starkov, un’orfana adolescente e cartografa per l’esercito dell’immaginario regno di Ravka, che assomiglia tanto alla Russia degli Zar. Alina è con l’esercito ai confini della Faglia, una distesa deserta immersa in un buio perenne e popolata da mostri assetati di sangue, quando scopre di avere il rarissimo potere di evocare la luce. Queste sue capacità, a lei ignote fino a quel momento, la catapultano nelle mire dell’Oscuro, il signore dei Grisha – uomini e donne dotati di particolari poteri e addestrati conseguentemente – che la porta con sé a Os Alta, la capitale del Regno. Qui Alina dovrà essere addestrata per imparare a sfruttare i suoi poteri e contribuire così all’eliminazione della Faglia… o no? La verità è una zona grigia, come noi sappiamo e come la nostra ragazza imparerà molto presto, e a spese di molte persone.
Il romanzo mi è piaciuto molto, leggerò sicuramente il secondo volume, che è già uscito sempre per Oscar Mondadori, e il terzo. D’altronde, ho sempre apprezzato il modo di scrivere della Bardugo nella descrizione di ambienti, scenari e strutture sociali, che lei inventa prendendo spesso spunto da società passate. Segnalo che ad aprile 2021 uscirà una serie TV ambientata nel Grishaverse, e prodotta da Netflix.

“La vita inizia dove finisce il divano”, Veronica Benini (Spora), De Agostini. Autobiografia fresca e ironica della web imprenditrice, fondatrice del portale Corsetty, che offre corsi online su molte materie, ma che prima di tutto questo ha abbandonato la città in cui viveva, Parigi, un lavoro non solo sicuro, ma anche redditizio, e la sua casa per girare per l’Italia a bordo di un furgone, che era anche la sua casa itinerante, insegnando alle donne a stare sui tacchi. È una storia pazzesca, che mostra la capacità che tutti noi abbiamo di rialzarci quando la vita ci butta giù e reinventarci. Se, come me, siete in un momento in cui dovete necessariamente – o per desiderio, eh! – ripartire daccapo, lo troverete di grande ispirazione, e non escludo che, leggendolo, possa venirvi voglia di fare qualche cambiamento anche se siete in una situazione piuttosto tranquilla. 

Eccola qui, Veronica Benini. Assieme a un bel paio di tacchi.

“I Tarocchi ti raccontano”, Maria Giovanna Luini, TEA. Perché questo libro? Mi sono fatta appassionare dalla storia di “Vittoria”? Non proprio. La Luini è relatrice di uno dei moduli di un corso di specializzazione per il fitness, che ho intrapreso tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, e i suoi interventi mi hanno interessata molto, perché ha una visione del Benessere e della Cura che è molto simile a quella che ho sempre avuto io. In una delle sue lezioni parlava dei Tarocchi, appunto, non come strumento di divinazione, ma come indagine di psicologia psicosomatica, come le macchie di Rorschach. Le immagini dipinte su queste carte risvegliano, in pratica, qualcosa nel nostro inconscio, che non verrebbe fuori tramite una semplice conversazione, perché il nostro io più oscuro e profondo non si esprime con le parole. 
Quando ero adolescente i Tarocchi mi piacevano moltissimo – ero molto New Age -, ma poi li ho persi un po’ di vista e le lezioni della Luini hanno riacceso il mio interesse. Quando poi ho cominciato a leggere anche il libro della Fiorio, basta: ho comprato anche quello della Luini e l’ho letto. poi, ho ritirato fuori il mio mazzo. A volte ritornano. Tornando al volume, che trovate edito TEA, è scritto in modo molto semplice e penso sia una lettura interessante per chi è appassionato di psicologia, o magari di Tarocchi, chi può dirlo.

La foto è questa.

“La Vasca del Fuhrer”, Serena Dandini, Einaudi. E’ la biografia di Elizabeth Lee Miller, una modella, fotografa surrealista e fotoreporter della prima metà nel Novecento, sconosciuta ai più, ma con una storia incredibile. La Miller è americana, fa la modella a New York negli anni Venti, ma poi decide di studiare fotografia e va a vivere a Parigi, dove diventa allieva, assistente e amante di Man Ray e affascina – con la sua bellezza e la sua personalità strabordanti – i grandi nomi del mondo culturale dell’epoca: Picasso, Max Ernst, Fred Astaire, Colette, Maurice Chevaliere, Marlene Dietrich e altri. Tornata negli Stati Uniti, diventa successivamente fotoreporter per la rivista Vogue, e segue i soldati americani durante la seconda guerra mondiale, documentando la Battaglia d’Inghilterra, lo sbarco in Normandia, la liberazione di Parigi e quella dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau. Dopo la guerra soffre di disturbo post traumatico da stress, abbandona la fotografia e sposa Lord Penrose, un inglese, trasferendosi in campagna, nell’East Sussex, dove morirà nel 1977 per un tumore, senza che il figlio sapesse nulla della sua personalità straordinaria. La Dandini prende spunto, per raccontare questa storia, da una fotografia in bianco e nero che ritrae la Miller mentre di lava nella vasca degli appartamenti di Adolf Hitler, subito dopo aver scattato le foto di Dachau. 
In “la vasca del Fuhrer” la Dandini ripercorre la vita e i luoghi della Miller, dicevo, dialogando con lei e facendo profonde riflessioni su questa donna forte e libera, che non si sottomette all’immagine della donna del secolo, del genio artistico, anche, e delle conseguenze che tutta questa libertà porta. Un libro molto bello sia per gli amanti della storia, che dell’arte, nonché delle personalità forti come quella di Lee.

“La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi”, Maurizio de Giovanni, Einaudi. Per il secondo volume delle indagini del commissario Ricciardi siamo sempre a Napli, nel 1931, pochi mesi dopo la risoluzione del caso raccontato nel primo volume. Ricciardi è sempre il commissario di polizia che vede gli spiriti dei morti, e indaga sull’omicidio di una vecchia cartomante, trovata morta dalla figlia della custode di casa. Cartomante che faceva anche la strozzina, della serie, con una mano dai la speranza, e con l’altra la togli. Attorno a questa trama principale si dipanano quella di Filomena, una donna bellissima, ma odiata dal vicinato, soccorsa dal meraviglioso personaggio che è il brigadiere Maione quando viene sfregiata, di Tonino, pizzaiolo che, debitore della cartomante, torna a casa con una cambiale insanguinata in mano, di Attilio Romor, giovane e bellissimo attore di teatro in cerca di fama, soldi e successo… e poi, donne giovani sposati a vecchi, amanti, amori innocenti e amori di vecchia data… Insomma, un po’ di umanità, trascritta e raccontata dall’autore con quel suo tono un po’ poetico e un po’ disincantato, che a me piace molto, a differenza della serie tv, che mi annoia.

E siamo giunti, dunque, alla fine del mio resoconto sui libri letti in quel di febbraio 2021!
Quali volumi vi hanno tenuto compagnia nel mese più corto dell’anno? Fatemelo sapere nei commenti!

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