Crisantemi e Denti di Leone per Ken Liu – La Grazia dei Re

Giusto da oggi potrete trovare in tutte le librerie e in tutti i negozi di commercio online il libro che è stato l’oggetto della mia ultima Lettura Stregata.

La Grazia dei Re è il primo volume di una trilogia fantasy chiamata The Dandelion Dynasty (La Dinastia del Dente di Leone) ed è edita Oscar Mondadori (collana “Fantastica”), che mi ha gentilmente fornito una copia di questo romanzo particolarissimo, che mescola elementi propri delle leggende dell’Estremo Oriente con elementi dei generi di fantasy e fantascienza e, perché no?, le caratteristiche di ogni buon romanzo d’azione.

L’autore è Ken Liu, scrittore e traduttore cinese classe ’76, naturalizzato statunitense. Ha conseguito la laurea in Legge ad Harvard, nientemeno, si è occupato di diritto tributario ed è un esperto e appassionato di tecnologia. Liu è autore di più di cento racconti (alcuni anche incentrati sulla saga di Star Wars) e alcuni romanzi, tra cui The Paper Magazine.
La Grazia dei Re (titolo originale, The Grace of Kings) è stato pubblicato nel 2015, mentre il secondo volume della trilogia, The Wall of Storms, ha visto la luce nel 2016. Il terzo e conclusivo romanzo è atteso per il 2021… manca poco!

Ma di cosa parla La Grazie dei Re? E cosa c’entra la fantascienza con le leggende cinesi?

Ci troviamo in un mondo sconosciuto, costituito, sembra, da isole raggruppate in arcipelaghi. Anche l’epoca è difficile da identificare, perché spade, archi e pugnali sono utilizzati dai guerrieri al pari di polvere da sparo e aeronavi.
L’imperatore Mapideré ha riunito tutti i diversi regni di Dara (gli arcipelaghi di isole) sotto il dominio di Xana, la sua madrepatria, ma dopo ventitré anni di regno, comincia a mostrare debolezza. La sua forza e la sua giovinezza declinano velocemente – in effetti, è in punto di morte – e i suoi consiglieri complottano sulla successione e sono avidi di potere. Inoltre, il regno di Mapideré è stato crudele con le popolazioni sottomesse, e si sente aria di rivolta in più di un’isola.

Ecco, alcuni degli ambienti descritti me li immagino così

I protagonisti principali della storia sono due coetanei. Kuni Garu, un affascinante perdigiorno che inizialmente sembra poco propenso a vivere una vita onesta, e Mata Zyndu, un guerriero impavido, dal fisico impressionante. Mata è l’erede di un duca deposto da Mapideré e cerca vendetta nei confronti dell’imperatore, che ha gettato la sua famiglia in disgrazia. Questi due giovani uomini sembrano non avere nulla in comune, ma, quando la ribellione finalmente scoppia, i loro destini s’incrociano inaspettatamente e ne nasce un’amicizia profonda, fraterna, rinsaldata dalla condivisione di ideali, sangue, sudore e terreni di battaglia.
Non tutte le cose belle e buone sono fatte per durare – siamo umani, infondo, e quindi più che fallibili! – e infatti i due amici finiscono per trovarsi a capo di due fazioni rivali e a sviluppare idee ben diverse su come si dovrebbe guidare il mondo. Lo scontro è inevitabile, e solo uno tra Kuni e Mata potrà uscirne vincitore.

La Grazia dei Re mi è piaciuto molto e l’ho concluso velocemente, nonostante le sue quasi settecento pagine di lunghezza. Lo stile narrativo di Ken Liu è abbastanza fluido e la traduzione è scorrevole e rispettosa sia del ritmo narrativo, che della pronuncia dei nomi. L’unica pecca da attribuire all’autore è probabilmente che nella seconda metà del libro tende a dilungarsi troppo sui momenti di pace, o meglio, sulla calma che precede la tempesta, finendo per esaurire il senso di tensione crescente che il lettore dovrebbe provare.

Il fascino orientale che permea il romanzo è indubbio e confesso che mi ha catturata subito, sia per quello che riguarda il curioso pantheon di divinità inventato da Liu, che per l’atmosfera in generale, che sembra attaccartisi alla pelle, proprio come un forte profumo. Ho amato molto anche tutte le cospirazioni e le trame di palazzo, quel mondo di sotterfugi popolato da esseri ambiziosi, poveri sciocchi e uomini che peccano di presunzione e che si fanno contagiare dal potere.

I Crisantemi di Hiroshige, famoso stampista giapponese. Meravigliosi, vero?

Ho particolarmente apprezzato la resa dei personaggi della storia, sia quelli principali che quelli secondari, che sono tutti diversificati e dotati di consistenza. Non sono macchiette destinate a dare profondità a Mata e Kuni, insomma, ma hanno un ruolo ben preciso e spesso sono i veri motori di tutti i turning point di La Grazia dei Re.

Le donne del romanzo sono particolarmente affascinanti, a cominciare da Jia, la prima moglie di Kuni, che sento mi darà tantissime soddisfazioni nei prossimi volumi, fino a Gin Mazoti, Soto e Risana. Mi piace la varietà di caratteri descritti e l’evoluzione personale di ciascuna di queste figure, che reagisce agli eventi della vita in modo proprio, è vero, ma estremamente femminile anche quando fa uso di un coraggio estremo e una grande forza fisica e d’animo.
Non è facile, oggi, ritrarre personaggi femminili di questo tipo!

Insomma, consiglio la lettura di La Grazia dei Re?
Certamente sì! Anzi, vi invito ad acquistarlo tramite il mio link di affiliazione Amazon o il sito della casa editrice: approfittiamo della chiusura di cinema e teatri per dedicarci di più alla lettura di buone pagine! 😉

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