Bombshell

E’ da qualche mese che non recensisco nuovi film sul blog – in effetti, è da qualche mese che non ne guardo! -, ma oggi ho occasione di ritornare con una bomba di pellicola!

Bombshell significa proprio “bomba”, o, in termine giornalistico, “notizia bomba”, il che è proprio quello di cui tratta questo film del 2019 diretto da Jay Roach, che purtroppo in Italia non ha fatto in tempo a uscire al cinema prima dell’emergenza COVID-19. Potete, però, vederlo comodamente su Amazon Prime Video, come ho fatto io.

Il film racconta una storia vera, che appartiene agli ultimi anni americani, ovvero la denuncia per molestie sessuali di Roger Ailes da parte di ventritré donne della sua emittente televisiva.

A sinistra, John Litglow nei panni di Ailes, ritratto a destra. Il reparto trucco e costumi del film ha vinto Oscar e Golden Globe.

Ma andiamo con ordine. Chi era Roger Ailes?
Ailes è stato un produttore tv, il Presidente e l’Amministratore Delegato della celebre emittente televisiva Fox News, di proprietà dei Murdoch. Repubblicano convinto, è stato consulente media per le campagne elettorali dei Presidenti USA Nixon, Reagan, Bush e Trump, nonché del sindaco di New York Rudolph Giuliani.

Nel 2016, appunto, subì il licenziamento dalla Fox (dietro pagamento di una lauta somma di denaro) in seguito alle denunce di molestie. Morì l’anno dopo.

Charlize Theron, meravigliosa, nei panni di Megyn Kelly.

Tornando al film, le protagoniste sono tre donne appartenenti alla Fox: la nuova assunta Kelly (Margot Robbie), personaggio di fantasia, Gretchen Carlson (Nicole Kidman) e Megyn Kelly (Charlize Theron). E’ quest’ultima a fare da Cicerone all’interno degli studi televisivi e a illustrare allo spettatore l’assoluto potere di Aisles su ogni aspetto dell’emittente tv, dai programmi, ai conduttori, fino ai dettagli burocratici e all’aspetto delle giornaliste, che devono indossare gonne corte, guaine e altri abbigliamenti scomodi per apparire desiderabili e sono dietro scrivanie trasparenti, così che i cameraman possano riprendere le loro gambe.

Megyn è un’esponente di spicco all’interno della Fox, ma il 2016 non è decisamente un anno tranquillo per lei. Scelta come moderatrice del primo dibattito presidenziale per le elezioni del 2016, è oggetto di persecuzioni, insulti e molestie verbali dopo aver chiesto conto a Donald Trump di alcune sue dichiarazioni offensive nei confronti delle donne e ai conseguenti tweet di The Donald su di lei.

Nicole Kidman come Gretchen Carlson.

Intanto Gretchen Carlson, altra testa di serie dell’emittente, Miss America 1989 e con una lunga carriera alla Fox, contatta in segreto due avvocati. E’ offesa per essere stata trasferita in un programma di fascia pomeridiana e per i frequenti commenti sessisti in scena e nel backstage. A causa del suo contratto non può denunciare direttamente Fox, ma può querelare Ailes per molestie. Servono, però, altre testimoni per avvalorare le sue accuse.

Margot Robbie. Il suo è un personaggio inventato, ma perfetto all’interno della storia, perché è la nemesi di Gretchen e Megyn e insieme rappresenta ogni giovane e ambiziosa giornalista che ha subito le molestie.

La situazione sembra essere in stallo, ma noi discendiamo all’inferno con Kayla, che, dopo aver lavorato nella redazione di Gretchen, ottiene un posto migliore e subito dopo viene invitata nello studio di Ailes nientemeno che dalla sua assistente personale. Qui, dopo una chiacchierata amichevole, l’Amministratore Delegato la obbliga a sollevarsi la gonna, già corta, fino a mostrargli gli slip e le fa monito di non parlare di questo e dei futuri incontri con nessuno.

Gretchen viene infine licenziata dalla Fox e decide di avviare la querela contro Roger Ailes, fiduciosa del supporto di qualche sua ex collega. Come prevedibile, Ailes nega ogni accusa e ordina, obbedito, a tutte le donne dell’emittente di rilasciare dichiarazioni in sua difesa e possibilmente contro Gretchen. Solo Megyn non si pronuncia, anzi, dopo un periodo di tentennamento, decide di collaborare con le indagini e non solo trova i nomi di alcune donne molestate, ma testimonia lei stessa un evento del 2006. Solo adesso Gretchen rivela di aver registrato le sue conversazioni con Ailes e di averle tenute segrete proprio in attesa che lui negasse tutto e perdesse credibilità. Il DA è spacciato e infatti viene licenziato dai Murdoch.

Sono rimasta incollata allo schermo per tutti i 109 minuti di Bombshell, che non solo ha un cast incredibile e decisamente in bolla (esattamente, perché non hanno dato l’Oscar alla Theron e alla Kidman?!), ma anche un copione molto ben scritto, con frequenti sfondamenti della quarta parete e un ritmo incalzante.

Tra il ritmo e la consapevolezza che si tratta di una storia vera, il senso di inquietudine che caratterizza l’intera pellicola aumenta notevolmente ed esplode nel finale con una nota di amarezza disillusa che tarpa le ali a qualsivoglia spirito di rivalsa sia potuto crescere nello spettatore.
Il film offre numerosi spunti per supportare la rivendicazione delle donne Fox, dai commenti volgari che sono colti con risatine forzate, alle gonne sempre più corte e alla fortissima scena del guardaroba delle conduttrici, che sicuramente non ha l’impatto dell’unica molestia cui assistiamo veramente, quella del personaggio della Robbie, ma non mi è sembrata meno violenta. Ecco, dopo tutto questo Bombshell finisce alla Gattopardo, per così dire. Golia è stato abbattuto, ma la sensazione è che in realtà non sia cambiato nulla.

Consiglio moltissimo la visione di questo film, che non solo racconta una storia recentissima, ma che pochi di noi conoscono, anche per sommi capi – mea culpa, io la ignoravo completamente! Bombshell fa riflettere su più di una della tematiche che hanno caratterizzato l’ultimo periodo, dal movimento MeToo alla rinascita del Nuovo Femminismo.

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