Di Scarpe, Quarantene e Riordino

Quando la quarantena sarà finita, non voglio più riposarmi per cinque anni di fila!, penso a volte, ma poi mi ricordo che in effetti è sempre così, io non riposo mai, e che ovviamente sbaglio.
Che volete, anche le Streghe sono umane, e hanno i loro difettucci. Il mio è sempre stato mantenere i miei delicati e curati piedini – unghie smaltate e tutto – in quante più scarpe possibili, per avere più opportunità.

Avere più opportunità è il mito secondo il quale sono cresciuta, come tanti altri della mia generazione: Questo titolo di studio ti da più opportunità; Non rifiutare quella proposta, lasciati un’opportunità in più; Ho capito che quel lavoro non t’interessa, ma fai comunque il colloquio: è pur sempre un’opportunità!
Opportunità per cosa?!
Sfinire le proprie energie, senza dubbio. Inaridirsi alla perenne caccia di condizioni di vita migliori per convenzione, a scapito di quello che vogliamo per noi stessi, sempre a patto che non ce lo dimentichiamo.

“Marie” è Marie Kondo, inventrice dell’omonimo metodo per il riordino di casa.

In questo periodo di riposo forzato ho pensato molto e sono arrivata alla conclusione che la cara vecchia Marie mi aveva già suggerito ai tempi della scimmia che m’era presa per il suo metodo. Troppe scarpe sono uno spreco.

Ora, non è che ho svuotato la scarpiera del Covo, eh! Parlo di scarpe metaforiche, come immagine dei miliardi di cose che faccio e che ogni giorno drenano le mie energie e non mi permettono di godermi la vita appieno. Devo diminuire il numero delle mie calzature e tenere solo quelle più comode, che mi sono più care e mi rappresentano meglio, questa è la mia nuova consapevolezza. Armata di ciò e lontana da qualsiasi contesto che possa indurmi a tornare sui miei passi, come – un altro dei miei difetti! – mi succede spesso, ho deciso quanto segue.

Voglio continuare a scrivere.
Su questo blog, sui miei taccuini, nelle didascalie delle foto Instagram e anche di teatro. Scrivere mi fa sentire bene, completa, e privarmi delle mie serate teatrali mi sarebbe intollerabile (già adesso, che ci sono costretta, ho qualche difficoltà!), quindi queste sono tutte scarpe da tenere, alcune da portare dal calzolaio, ma questo è un altro argomento.

Le traduzioni per la Grande T e gli altri organi statali mi causano più stress che soddisfazione, e immagino sia superfluo dire che non sono per nulla remunerative. Perché utilizzare il mio limitato tempo per fare qualcosa che non solo mi porta nervosismo (non è l’atto della traduzione in sé, è l’avere a che fare con i “clienti”), ma non mi fa guadagnare il pane per la tavola?
Dal 3 maggio, presumibilmente, niente più traduzioni e gite alla Grande T. So che il racconto della fauna che abita il luogo è divertente, ma troverò altri modi per strapparvi il sorriso. 😉

Il discorso sull’insegnamento è più complicato.
Insegnare mi piace, le lingue straniere mi piacciono. Il rapporto con i miei alunni mi ha aiutato in un periodo difficile e alcuni studenti mi sono personalmente cari. Per le lezioni stregate, però, rubo troppo tempo e troppe energie alla mia principale attività di sostentamento, e il contributo economico che ne traggo non è sufficiente a giustificare questo e la conseguente riduzione di hobby e passioni che devi attuare per non rimanere indietro con il lavoro.
E’ arrivato il momento di dire addio, e grazie, alla maestrina dalla penna rossa che è in me e di chiuder questo capitolo della mia vita. E’ stato bello, a tratti sfiancante, e so che deluderò più di qualcuno. Quella con la bacchetta magica, però, è la Fata Turchina, non la Strega.

Rimane la palestra, il luogo delle mie gioie, dei miei dolori e delle mie molte ansie.
Da sempre è la mia seconda casa, rappresenta il mio principale sostentamento e, più ci lavoro, più mi somiglia. Insomma, l’attività rambica sta diventando attività stregata, il mio bambino, e proprio come un infante continua insistentemente a suggerirmi nuove idee e nuovi progetti cui è giusto che io dedichi del tempo.
In queste settimane in cui ho avuto più tempo sono riuscita ad avviare in numero spropositato di nuovi progetti, tra cui ce n’è uno che mi soddisfa in particolar modo.

L’attività rambico-stregata ha un podcast tutto suo, che fa il paio con un sito web nuovo di zecca, e che, se volete, potete ascoltare su Spreaker o Spotify.
Registrare gli episodi (e fare allenamenti in diretta Instagram, girare video tutorial e seguire i miei clienti online, tutte attività che ho avviato nell’ultimo mese) mi diverte moltissimo, ma la ricerca e il montaggio richiedono il tempo che prima dedicavo ad altre cose, al momento sospese per il COVID e che non riprenderò.

Quindi, le scarpe da Strega Trainer si tengono, e mi sembra stiano meglio al loro posto, adesso che hanno più spazio. Anzi, hanno un’aria quasi nuova.

Questi sono i miei gloriosi progetti per quella che Conte chiama la fase 2 della pandemia, insomma. Che cosa ne pensate?
Anche voi vi siete sentiti ispirati a cambiare qualcosa della vostra vita in questo periodo segnato dal Corona Virus?
Fatemelo sapere nei commenti!

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