#iorestoacasa… e leggo. Letture Stregate di Marzo

Diciamicelo, ormai ci siamo rassegnato tutti a questa reclusione semi-volontaria, che ha tutta l’idea di durare ben oltre il predetto 3 aprile, e ci stiamo ingegnando per occupare al meglio il nostro tempo. Io ho trovato uno o due lavoretti che mi hanno soddisfazione, e li alterno con le sessioni di lettura, possibilmente in qualche angolo assolato del Covo.

Sarà per questo che anche questo mese il mio elenco di letture stregate si è fatto lungo? Possibile! Guardiamole insieme, corredate dal sol… – oh, la storia del link di affiliazione Amazon ormai la conoscete! 😉

Lei è Michèle Mercier, e interpretava Angelica… non era bellissima? E con quei capelli biondi, quale bimba non l’avrebbe adorata?

Angelica: La Marchesa degli Angeli, A. e S. Golon (qui su Amazon).
Questo libro è del 1957 e da inizio a una serie piuttosto lunga di romanzi storici ambientati nella Francia del XVII secolo, l’epoca del re Sole. Nonostante la mia decisa preferenza verso questo genere letterario, però, non è la storia il motivo per cui ho sempre voluto leggere i libri di Angelica, quanto per i film che ne sono stati tratti negli anni Sessanta e che io da piccola adoravo in maniera spropositata… peccato che i romanzi fossero andati fuori produzione e che fossero introvabili, o quasi!
Rimembranze di una piccola Strega a parte, Angelica: la marchesa degli angeli racconta le prime avventure dell’omonima pulzella, figlia di un barone impoverito, che trascorre un’infanzia felice e viene data in sposa a Goffredo de Peyrac, conte di Tolosa, uomo colto, ricco, intelligente… sfortunatamente anche brutto tanto quando Angelica è bella. La travagliata storia d’amore tra lei e Goffredo corre lungo tutti i volumi e motiva le avventure della nostra contessa de Peyrac, che ne passa veramente di ogni! Non vi svelo di più, ma confesso che, esaltata dal ricordo dei film, in alcuni punti questa lettura mi ha un po’ delusa. Ho comunque apprezzato moltissimo le ambientazioni.

The Help, K. Stockett (qui). Il secondo libro che ho letto a marzo dopo aver visto il film. The Help era nella mia coda di lettura da anni, e la quarantena mi è sembrata un buon periodo per iniziarlo e non trascinarmi la lettura per troppo tempo. La Stockett ambienta la sua storia negli anni Sessanta, in una cittadina del Mississippi, dove la giornalista e scrittrice wannabe Skeeter decide di raccogliere in un libro le testimonianze della vita di alcune domestiche afroamericane al servizio di famiglie bianche.

Bagni diversi per i bianchi e per i neri, posate e bicchieri distinti, angherie e ritorsioni varie da parte delle stesse donne bianche che affidano alle domestiche i loro figli e che sono loro stesse state cresciute da altre domestiche.

Siamo nel periodo della Segregazione, Martin Luther King sta per tenere il suo famoso discorso e il Mississippi è uno degli Stati americani in cui le distinzioni razziali pesano di più, motivo per cui le domestiche stentano a collaborare con Skeeter. Aibileen e Minnie, però, decidono di aiutarla e ci offrono uno spaccato terribile e divertente insieme delle loro vite.
Ho amato moltissimo The Help, sia per lo stile fresco e ironico della Stockett, che per i temi trattati. Ne consiglio la lettura a chiunque, non da ultimo per farsi un’idea su una realtà non troppo passata e poco studiata anche a scuola.

Sei Donne che Hanno Cambiato il Mondo, G. Greison (qui). Il libro raccoglie le storie di sei grandi pioniere della Fisica del Novecento, sconosciute ai più nonostante i loro raggiungimenti: Marie Curie, Lise Meitner, Emmy Noether, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr e Milena Maric. Queste donne hanno ottenuto successi straordinari in un contesto sociale in cui la figura femminile era riconosciuta solo come “angelo del focolare” e la Greison tenta di riunificare finalmente la figura della scienziata con quella della persona. L’esperimento è purtroppo riuscito solo in parte, perché in alcuni punti del volume l’autrice tende a essere troppo didattica nel suo stile narrativo, ma rimane un saggio interessante.

La Città dal Mantello Rosso, A. Erdogan (qui su Amazon). Garzanti mi ha gentilmente inviato una copia del romanzo che ha portato al successo questa scrittrice e attivista turca per i diritti umani, fresco di pubblicazione nella sua versione italiana. La Erdogan ha scritto la storia della perdita d’identità di Ozgur, giovane insegnante turca trasferitasi a Rio de Janeiro, tra il ’96 e il ’97, quando lei stessa si trovava nella città brasiliana per un dottorato studio. La visione che l’autrice ci offre di Rio è decisamente agli antipodi di quella canonica di paradiso tropicale con sterminate spiagge bianche e bambini sorridenti che giocano a pallone, e ci ho trovato un che di distopico. I luoghi in cui si muove Ozgur sono caldi e appiccicaticci, irreali nella stretta convivenza di contrasti – villa magnifiche e favelas, turisti sorridenti e criminali spietati – e immersi in un’atmosfera di rilassata indifferenza, in cui ha luogo il vertiginoso crollo della protagonista. Sicuramente è un libro diverso da qualunque altro, ma richiede un lettore attento.

Parigi – Hammamet, B. Craxi (qui). Non l’avrei mai detto, ma Bettino Craxi era un’ottima penna! In questo romanzo, che racconta una rocambolesca storia di avventura, spionaggio e congiure politiche, Craxi rilegge, pare, gli avvenimenti che hanno segnato la fine del suo percorso politico. E’ vero che c’è tanto di lui in Ghino, capo politico italiano nel mirino di una organizzazione non meglio precisata, ma molto simile alla Spectre di 007, che lo vuole morto. Realtà o finzione di copertura, io mi sono goduta la storia fino all’ultima pagina.

Giuliano e Lorenzo de Medici, che ormai immaginiamo solo così, vero? ^^

Cospirazione Medici, B. Frale (qui). Un romanzo storico ambientato a Firenze in seguito alla Congiura de’ Pazzi (1478), in cui perse la vita Giuliano de Medici. Il fratello Lorenzo indaga nella sua vita per scoprire perché pare che fosse proprio Giuliano l’oggetto principale dell’attacco, nonostante non avesse alcun ruolo prominente nel governo della città.
Un libro d’indagine con una buona ambientazione storica, ma la narrazione non mi ha francamente fatta impazzire.

Finché il Caffè è Caldo, T. Kawaguchi (qui). Altro libro donatomi da Garzanti, che io ho apprezzato moltissimo. Kawaguchi ci racconta quattro storie, tutte collegate dall’ambientazione in un piccolo caffè giapponese aperto da 100 anni e su cui girano numerose leggende. La più stramba e la più nota di queste è che, bevendo un caffè a un preciso tavolino del locale, si possa tornare indietro nel tempo e rimediare a un errore commesso. I personaggi delle storie ci dimostreranno che è tutto vero, anche se ci sono delle regole ferree da rispettare, la più importante delle quali è bere il caffè prima che si raffreddi, altrimenti… Per sapere di più vi toccherà leggere il libro, io vi dico che lo stile narrativo dell’autore mi è piaciuto molto e che sono rimasta affascinata dalla morale del libro. Godersi il momento, bere il caffè finché è caldo, insomma, è una mentalità fondamentale, che io vorrei saper applicare meglio.

Il konbini è un convenience store giapponese, un piccolo supermercato in cui si trova di tutto e che è sempre aperto.

La Ragazza del Convenience Store, S. Murata (qui per Amazon). Altro romanzo di letteratura contemporanea giapponese – in questo periodo ne sto collezionando una discreta pila! -, che mi ha incantata.
Furukura Keiko è una trentaseienne che lavora part-time in un konbini, e che quindi non sta vivendo la vita che ci si aspetterebbe da lei – non ha un lavoro fisso, non è sposata, non ha una famiglia sua. I suoi parenti e amici sono preoccupati per Keiko, ma la verità è che lei è sempre stata “strana”, ha sempre fatto fatica a comprendere le richieste della società. Il lavoro al konbini le ha dato una parvenza di normalità, degli schemi di comportamento da seguire per essere accettata, e lei ci si è dedicata anima e corpo, finché l’arrivo di un nuovo collega, strambo quanto lei, non le mostra la possibilità di conformarsi ulteriormente alle richieste della società. Il tentativo, però, ha risvolti inaspettati!
Ho amato lo stile vivido dell’autrice (mi ha ricordato un po’ i primi capitoli di Eleanor Oliphant sta benissimo) e ancor di più la storia raccontata, che vedo come una meravigliosa glorificazione dell’anormalità senza denunciare le regole di convenienza sociale, che in fondo sono quelle che ci permettono di vivere con le altre persone. Al tempo stesso, il libro si caglia contro le “persone normali”, che si sentono in diritto di impicciarsi della vita degli altri dall’alto di una superiorità di origine decisamente sconosciuta. E’ un romanzo che fa riflettere, insomma!

Il Racconto di Giasone, V. Vassilikos (qui). L’opera prima di questo scrittore, che è considerato il più grande prosatore greco vivente, e che lui ha scritto nel 1953, a diciott’anni. Si tratta, in pratica, della rivisitazione di uno dei miti più celebre dell’antichità classica – avete presente GIasone e gli Argonauti, col Vello d’Oro e il resto? – con una decisa commistione con i drammi dell’uomo moderno, la solitudine prima di tutto. Lo stile narrativo di Vassilikos è quasi onirico, molto morbido, soprattutto nel racconto della missione, che s’intervalla a altri scorci della vita di Giasone, dal suo tempo trascorso con Chirone, alla sua infanzia, fino al ritorno in città e alla scoperta della dipartita della madre e della deposizione del padre.

Con Giasone e i suoi Argonauti si concludono le mie letture marzoline e iniziano quelle di aprile, che spero mi riserveranno altre belle sorprese.
Ditemi voi che cosa avete letto in questo mese: avete notato di macinare più pagine, ora che siete costretti a casa, oppure vi è capitato il contrario?

Fatemelo sapere nei commenti!

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