Cominciare bene l’anno – Letture Stregate di Gennaio

Mi metto a scrivere questo post con una certa soddisfazione.
Erano anni che non mi capitava di essere una lettrice così proficua, e, se ripenso al primo mese dell’anno, posso solo imputare il numero di volumi macinati alla scarsa, scarsissima qualità dei programmi tv della sera, dato che questi trenta giorni e ore spicciole sono stati belli intensi, proprio come piacciono a me!

In ogni caso, a caval donato non si guarda in bocca, perciò approfittiamo delle molte letture per fare questo post lungo e zeppo di titoli, e non chiediamoci altro!

Il Priorato dell’Albero delle Arance, S. Shannon (qui per l’acquisto). Un fantasy corale pubblicato da Oscar Mondadori verso la fine dell’anno scorso e scritto dalla giovane Samantha Shannon (classe 1991 e già un bel pool di libri alle spalle), che debutta in questo genere letterario con un tomone di poco meno di mille pagine. La storia narra di un mondo diviso e allo sbando, alle prese con un’imminente Apocalisse, e di un pugno di donne pronte a tutto per salvarlo.
Al di là dei draghi, che fanno sempre la loro bella figura in qualsiasi storia, del romanzo ho apprezzato soprattutto il world building dell’autrice, che per la costruzione degli usi e dei costumi dei regni in cui si svolge la vicenda si ispira al Giappone dei Samurai, all’impero Cinese, ai paesi del Medioriente e anche all’Europa del Seicento. Ho amato particolarmente l’attenzione che la Shannon pone alle descrizioni degli ambienti e delle tradizioni, che sono davvero molto vividi e immersivi. La trama non è forse la più originale del mondo, ma, se amate le grandi avventure, Il Priorato dell’Albero delle Arance è sicuramente un libro da leggere.

Niente Donne Perfette, per favore: lettere di profonda superficialità, J. Austen (qui). Ho conosciuto L’Orma Edizioni nel marzo 2019 durante il Bookcity milanese e ne ho da subito apprezzato i volumi e l’impaginazione. Questo libriccino spedibile contiene una selezione di lettere dall’epistolario di Jane Austen, scelte perché rimarcano la meravigliosa ironia di questa celebre autrice inglese. Oltre al senso pratico e letterario della Austen, traspare chiaramente dalle sue parole la sua irriverenza, alla faccia di chi l’ha sempre ritenuta solo una zitellaccia repressa (Shame on You!).

Le Nuove Eroidi, AAVV (acquistatelo qui). Una raccolta di racconti brevi sulla riga delle Eroidi di Ovidio scritta da autrici italiane nate negli anni Settanta. Proprio come l’autore latino, in ciascun racconto ogni autrice impersona un’eroina della mitologia classica e si rivolge ai lettori, raccontandone la storia ambientata ai giorni nostri. Così, Fedra assiste in Tribunale al processo del marito, Didone scrive da una stanza d’albergo, Ero diventa migrante insieme a Leandro e così via. Oltre alla bellezza delle narrazioni, tutte di ottima qualità, ho particolarmente apprezzato la contemporaneità del mito, resa ancora più evidente dal nuovo contesto.

Penelope al Telaio, F. Mochaump.
Quello su Penelope, scritto da Caterina Bonvicini, è senza dubbio il mio racconto preferito della raccolta. In esso è lei, non il celebre sposo, a partire per mare, come volontaria in una nave di salvataggio.

Gridare Amore al centro del mondo, K. Katayama (qui). Un mio tentativo di addentrarmi nella letteratura dell’Estremo Oriente, che ahimè conosco poco. Questo romanzo ha essenzialmente consegnato l’autore alla fama internazionale; solo nel 2001, quand’è stato pubblicato, e solo in Giappone ha venduto qualcosa come quattro milioni di copie, e Salani Editore l’ha portato in Italia nel 2006. Io l’ho trovato in una bancarella di libri usati e l’ho preso su consiglio altrui, ma ammetto che non ci ho fatto molto affidamento… e mi sono sbagliata!
La storia è delicata e toccante, narrata in prima persona da Sakutaro, un giovane che si reca in Australia per spargere le ceneri della sua amata Aki assieme ai genitori di lei. Durante il viaggio la narrazione del presente è inframmezzata dai ricordi del breve, ma intensamente felice periodo che i due giovani hanno passato insieme. Un racconto leggero e profondo, che mescola il tatto orientale con uno stile più diretto del solito. Ve lo consiglio!

Il regno corrotto, L. Bardugo (compratelo qui). La conclusione della duologia di Grishaverse, di Leigh Bardugo, che ho iniziato a fine dell’anno scorso, non mi ha assolutamente deluso. Il ritmo narrativo rimane quello indiavolato di Sei di Corvi e le nuove avventure di questa banda di sei spostati sono sicuramente all’altezza della missione precedente. Rimangono le mie perplessità sul contrasto tra la profondità e la personalità dei personaggi principali e la loro improbabile giovane età, ma d’altronde si tratta pur sempre di uno YA, quindi si tratta di una pecca del tutto perdonabile a fronte di ambientazioni curatissime e uno stile di scrittura molto fluido e vivace. Il più grande pregio del romanzo rimangono i personaggi, che non si tradiscono fino alla fine e seguono la storyline che l’autrice aveva evidentemente pensato per loro all’inizio del primo libro.

Kevin Costner in Robin Hood il Principe dei Ladri. Per me il Robin Hood migliore di sempre.

Gloria, Venus Marion (qui). Venus Marion è un’autrice emergente, che è riuscita nel suo progetto di pubblicare il suo romanzo ambientato nell’Inghilterra medievale, e solo per questo merita la mia stima, perché non è mica facile concludere una storia così lunga e men che meno gettarla in pasto a lettori non selezionati.
La storia segue le avventure di Cybele Ginsborne, nipote di un certo Guy, che gli amanti della leggenda di Robin Hood, come me, ben conoscono. Cybele fugge nella foresta per evitare il matrimonio combinato con Goliath di Rochester, e tra fronde e cespugli si scontra con Adam Locksley, ovvia progenie di un altro ben noto Locksley, con cui si allea. Da qui parte la storia vera e propria, fatta di avventure, intrighi, spionaggi, duelli e battaglie, che si dipanano lungo i tre libri di cui Gloria è composta.
La pecca del romanzo non sta nella qualità di scrittura, che è ottima, ma piuttosto nella ripresa di un mito così famoso, come quello di Robin Hood: i personaggi creati dall’autrice non hanno bisogno di supporto, e soprattutto non di uno così ingombrante.

La Squillo e il delitto di Lambrate, D. Crapanzano (qui). Il primo volume delle indagini di Margherita Grande, che io ho letto dopo il secondo libro (Una Contessa a Chinatown), proprio perché quest’ultimo mi era piaciuto molto. Si tratta sempre di un giallo storico, ambientato nella Milano degli anni Cinquanta, le cui atmosfere valgono da sole la lettura della storia!
Margherita è una giovane orfana, molto bella, che deve badare ai due fratellini minori e alla nonna. La famiglia vive in una casa di ringhiera di via Spallanzani, e Margherita fa la cameriera in una trattoria, finché una ricca ed elegante signora, la contessa Vergani, le propone un impiego alternativo e sicuramente meglio pagato: essere una delle ragazze della sua casa chiusa d’elite. Margherita è una ragazza vecchio stampo, ma è anche dotata di senso pratico e comprende che il nuovo lavoro significa un cambiamento radicale del suo stile di vita, nonché la possibilità di fare proseguire gli studi ai fratellini, così accetta e tutto sommato non si trova pentita della sua vita. Un giorno Ines, una sua amica d’infanzia, viene portata a San Vittore con l’accusa di aver assassinato il suo fidanzato, capo della storica ligera di Lambrate… la polizia non sembra voler indagare oltre sul caso, ma Margherita è determinata a salvare la ragazza.

Il Giardino delle pesche e delle rose, J. Harris (qui). Questo è il terzo romanzo della serie di Chocolat, famosa per il film del 2000 con Juliette Binoche, Judi Dench e Johnny Depp. Joanne Harris è tra le mie autrici preferite, perché ne amo la fluidità narrativa e l’ironia, ma confesso che queste serie mi ha sempre lasciata perplessa. Sebbene mi sia crogiolata nelle atmosfere paciose del vecchio villaggio della campagna francese, alla lunga le avventure di Vianne e compagnia hanno finito per annoiarmi un poco, come sempre.

La Ragazza Scomparsa, S. Jackson (qui per l’acquisto). Un volumetto sottilissimo, che comprende tre racconti brevi di Shirley Jackson, scrittrice americana morta nel 1965 e autrice di romanzi e racconti gotici e horror. Ho in coda di lettura almeno due dei suoi libri, e questa mini raccolta di Adelphi mi è servita da preparazione al suo stile di scrittura, che per il momento ho trovato quasi surreale, onirico. Prevedo che quest’autrice mi darà molte soddisfazioni!

E con un po’ di mistero gotico è tutto! Il mio gennaio di libri si conclude qui, ma non prima di chiedervi che cosa avete letto voi. Avete fatto qualche esperimento letterario? Fatemelo sapere nei commenti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...