Prove D’Agosto – Letture Stregate

Sono una Strega atipica, oramai lo sapete, e forse per questo non ricordo di essere mai stata dispiaciuta per la fine del mese che trasuda vacanza da ogni suo poro, ovvero agosto.
Il fatto è che a me settembre piace da matti, mi è piaciuto ancor prima di sapere che il primo del mese parte l’Espresso per Hogwarts, perché sa di novità, di progetti da portare a termine e cancelleria da comprare. Insomma, non è una Strega melanconica quella che si accinge a farvi l’elenco delle letture di agosto, anzi, possiamo ben dire che sono carica a pallettoni. 😀

Come vi ho anticipato, durante le ferie stregate ho compiuto una scelta che non avevo mai fatto prima, ovvero non ho messo in valigia nemmeno un libro cartaceo in vista dei quindici giorni di mare che hanno ricaricato le mie batterie. In lieu di pagine e paginette profumate, ho stipato in borsa il mio fido kindle caricato di un bel po’ di e-book e ho sperato di non venir colta da una crisi di nostalgia verso il mio supporto di lettura preferito, soprattutto giacché i piccoli paesini di mare non sono famosi per le loro librerie! Vuoi perché ho avuto l’accortezza di scegliermi delle buone letture, vuoi perché mi è andata bene, non ho sentito la mancanza dei miei amati libri cartacei e posso dire che l’esperimento Kindle Al Mare è stato un pieno successo.

Qui di seguito vi riporto le mie letture agostane con il solito link Amazon per acquistare i volumi (o gli e-book) utilizzando il mio codice di affiliazione e facendo sì che il sito di e-commerce mi assegni una piccola percentuale sul valore del vostro acquisto. Cominciamo!

Geralt di Rivia, A. Sapkowski (acquistate qui l’intera saga, oppure i singoli libri). Vol. 1 – 3
Quella di Geralt di Rivia è la saga da cui è stato tratto il famosissimo videogioco The Witcher, che sta per diventare una serie Netflix. E’ stata scritta a metà degli anni Novanta dal polacco Andrej Sapkowski, che si è ispirato ai grandi classici del fantasy, come i libri di Tolkien o CS Lewis. In effetti, il mondo in cui si muovono i suoi personaggi ha più di qualche somiglianza con la Terra di Mezzo, volendo potremmo dire che si tratta di una Terra di Mezzo in cui gli uomini hanno preso il controllo del territorio relegando le altre creature – elfi, maghi, ninfe e chi più ne ha più ne metta – in ambienti ristretti e inospitali. Il protagonista della storia è, appunto, Geralt di Rivia, uno Strigo (un essere umano che ha subito mutazioni dolorose e intenzionali per aumentare le sue doti fisiche) che gira il Mondo per uccidere i mostri che minacciano gli uomini.

Henry Cavill nei panni di Geralt of Rivia. Sono curiosa di vedere come se la caverà nella serie Netflix, per il momento, da quello che si vede dal trailer, sembra un Legolas a cui gira male.

Io ho letto i primi tre volumi della saga – Il Guardiano degli Innocenti; La Spada del Destino; Il Sangue degli Elfi – e devo dire che sono stati un passatempo piacevole. I primi due libri sono raccolte di racconti e personalmente li ho apprezzati di più rispetto al primo romanzo vero e proprio, che conserva la fluidità narrativa di Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino, ma risente di una lentezza forse eccessiva nella narrazione.

How to Stop Time è il titolo originale del romanzo, che è stato bestseller nel 2018.

Come fermare il tempo, M. Haig (acquistatelo qui). Il romanzo di Haig è stato il successo del 2018 e per un periodo lo stavano leggendo tutti… motivo per cui ho aspettato a prenderlo in mano io. 😀 Non conoscendo l’autore, ero veramente curiosa di sapere come scrive, oltreché di leggere una storia che, dalla trama, sembrava essere proprio nelle mie corde. How to Stop Time racconta di Tom Hazard, che dimostra una quarantina d’anni, ma in realtà ne ha più di quattrocento, perché invecchia molto più lentamente del normale. Questa particolare condizione, che dall’esterno potrebbe essere vista solamente come un dono dal cielo, ha fatto sprofondare Tom – che ha visto la morte di tutte le persone a lui care – in una profonda depressione, mitigata solamente dall’ossessione di ritrovare sua figlia Marion, che ha il suo stesso problema. Nel mentre, Tom è costretto a nascondersi e cambiare identità per evitare che il Mondo venga a sapere la sua vera età e di essere oggetto di una sorta di caccia alla streghe, ma può un uomo nascondersi per sempre?
Raccontata così, la trama è particolarmente avvincente, ma in realtà il romanzo è tutto fuorché denso di avvenimenti. Si legge volentieri, però.

Il Golem, G. Meyrink (qui). Meyrink è uno scrittore, banchiere, traduttore ed esoterista austriaco, ma che ha vissuto per larga parte della sua vita nell’odierna Repubblica Ceca, a Praga. Il Golem (1915) è il suo romanzo più di successo e racconta l’intricata storia di Athanasius Pernath, che scambia per errore il su cappello con quello di un altro uomo; quest’ultimo vive come in una visione la vita di Pernath, trascorsa nel ghetto ebraico della città. A questo filone narrativo si affianca poi quello del Golem, una creatura della mitologia ebraica che potremmo assimilare a una sorta di automa, alimentato per un periodo limitato da una parola inserita nella sua bocca.

Quella del Golem di Praga è una vecchia leggenda che caratterizza il ghetto ebraico della città. Si narra che un famoso rabbino abbia creato una schiera di Golem per proteggere gli abitanti del ghetto dall’ondata di criminalità che teneva sotto scacco la città, ma che per suo errore abbia perso il controllo di uno di essi, che, sempre secondo la leggenda, si è trasformato in furia distruttrice del quartiere. Il rabbino è stato costretto a interrompere il salmo che stava recitando per occuparsi del problema uccidendo il Golem e rinchiudendolo nella stessa soffitta laddove era stato creato.

Il romanzo mi è apparso subito molto complicato, e ammetto che ho fatto una certa fatica a finirlo… Probabilmente l’estate non era il periodo giusto per approcciarsi a Meyrink!

L’Imbustastorie – Piante Infami, AAVV (qui). Questo è il secondo Imbustastorie che i ragazzi di ABEditore mi hanno spedito a luglio e i racconti che vi sono inseriti sono incentrati, come da titolo, sulle piante. Non pensate a margherite o roselline, però! I quattro racconti qui contenuti – Le Piante del Dottor Cinderella di Meyrink; Un Rampicante su Una casa di Bierce; Fiori di Tenebre di de Villiers; L’ultima Foglia di Henry – sono tutto fuorché amichevoli, e non consiglio di farci il m’ama, non m’ama!

La Casa delle Bambole Infestata e La Mezzatinta, MR James (qui). Sempre regalatomi da ABEditore, questo volume contiene due racconti brevi che hanno in qualche modo a che fare con la riproduzione di una casa nella campagna inglese, in cui di notte succedono cose strane e spaventose. Questa edizione a cura di Enrico de Luca ha una traduzione ottima e delle note complete e interessanti, in più è arricchita non solo dalle splendide illustrazioni – marchio di fabbrica di questa casa editrice! -, ma anche dai loro schizzi preparatori. Un gioiellino sia da leggere, che da avere in libreria!

Mai Più Senza Maestri, G. Zagrebelsky (qui). Zagrebelsky è un giurista e un accademico italiano e in questo nuovo saggio fa un identikit della figura del Maestro, che nei tempi moderni appare quantomai bistrattata ed emarginata. L’autore comincia la sua analisi dall’etimologia della parola “maestro” e ne ricava la sua posizione nei confronti dell’allievo, proseguendo poi con l’elenco delle sue responsabilità e dei suoi obiettivi, fino alla disamina dei tempi moderni. Il libro ha un centinaio di pagine, ma non si tratta di una lettura semplice e che si può affrontare a cuor leggero, se non altro per i numerosi riferimenti filosofici e storici che vi sono contenuti, però fornisce a un animo sufficientemente costante un notevole materiale di riflessione.

Con il saggio di Zagrebelsky si concludono le mie letture d’agosto. Al momento ho in lettura un bel romanzo storico, di cui vi parlerò dovutamente nelle prossime settimane. Nel frattempo ditemi voi quali letture vi hanno accompagnato sotto al Solleone!

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