Maggio 2019: piovono libri e non solo

Gli esperti meteo dicono che il mese che sta per scadere è il maggio più piovoso da decadi e decadi e io, che non tengo traccia dei mutamenti meteo degli ultimi anni, figurarsi di quelli prima che nascessi, mi fido. Non credo sia possibile non concordare sul fatto che le temperature delle ultime settimane si accordino più ad atmosfere novembrine che primaverili, e le cervicali italiane ringraziano poco, eppure sembra che finalmente la primavera si stia affacciando all’orizzonte. Gusteremo finalmente le ciliegie, oppure torneremo alle caldarroste?

Il brutto tempo avrebbe almeno dovuto favorire la lettura, invece non riscontro un particolare boom di libri macinati in questo periodo. Insomma, ho letto, sì, ma non al di sopra dei miei soliti ritmo. Di buono c’è che le letture stregate di maggio non mi hanno lasciata delusa e, anzi, sono state tutte soddisfacenti. Ve le riporto qui sotto, corredate dal solito link Amazon per acquistarli tramite la mia affiliazione, casomai voleste sostenere questo umile Grimorio con i soldi di Bezos. 😉

Il Filo Infinito, P. Rumiz (acquistatelo qui). Ultimo libro del giornalista triestino che ho scoperto la scorsa estate e che apprezzo soprattutto per la fluidità del suo stile narrativo. Si tratta di un pellegrinaggio attraverso una lunga catena di abbazie benedettine europee, che Rumiz compie partendo da Norcia all’indomani del tristemente noto terremoto dell’estate 2016. A guidare il viaggio c’è il desiderio dell’autore di ritrovare un’Europa che già nel 2016 si percepiva indebolita, crepata e più evanescente di prima. Cosa c’entrano le abbazie benedettine in tutto questo, mi chiederete. Ebbene, San Benedetto è il patrono d’Europa e nel libro Rumiz espone la teoria secondo la quale sono stati proprio i monaci benedettini, con la loro rete di abbazie, l’accoglienza e la tolleranza verso gli stranieri, a creare il primo concetto di Europa e quelle che noi comunemente definiamo le sue radici cristiane.
Personalmente non concordo con questa teoria, ma ammetto il suo fascino e la sua applicabilità, e soprattutto ho amato farmi cullare dalle descrizioni di luoghi e paesaggi senza tempo.

Particolare della basilica di San Benedetto da Norcia, con la statua del Santo. Come sapete, questa chiesa meravigliosa ha subito notevoli danni nel 2016 e purtroppo non tornerà mai quella di prima.

Il Vangelo che la Chiesa non ti farebbe mai leggere, T. Newton (qui). Questa lettura è frutto di una discussione sulla religione che ho avuto con un cliente in palestra. Riflettevamo sulla presa che il credo spirituale ha sugli individui e sule pecche della religione che in Italia va per la maggiore e che, se volete la mia personale e opinabilissima opinione, è uno dei nostri più grandi difetti. Il giorno dopo la nostra conversazione e una massacrante sessione di allenamento, il cliente, un po’ claudicante, mi ha prestato il saggio di Tim Newton, che compie un’analisi di alcuni passaggi dei vangeli apocrifi nel tentativo di portare luce sulla varietà e la vastità di un credo che è stato fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli e non è, come molti immaginano, quello originato dai primi cristiani. La lettura è interessante, ma – forse sono stata fuorviata dal titolo – mi aspettavo un po’ più di pepe.

Il Trono di Spade, G.R.R. Martin (potete acquistarlo qui… se ancora non lo avete). Ebbene sì, in concomitanza con la fine definitiva dell’arcinota serie tv ho cominciato a leggere i romanzi di Games of Thrones, che avevo sempre lasciato perdere, perché sapevo che la saga non era conclusa. Sono tutto fuorché un’amante della serie televisiva – ho visto solo la prima stagione e, per quanto mi siano piaciute le ambientazioni, non ne sono rimasta entusiasta – e mi sono approcciata alla lettura dei romanzi con un certo scetticismo, che però ho abbandonato abbastanza in fretta. Martin ha uno stile narrativo molto fluido e descrive personaggi e situazioni in modo molto più veritiero e intenso di quanto accade nella serie tv. Anche le descrizioni dei paesaggi e la storia delle casate si gustano di più tra le pagine dei libri della saga.

Il Fascismo Eterno, U. Eco (acquistate qui la pubblicazione ufficiale, oppure cercate su google: ne esistono versioni pdf). E’ la trascrizione di un discorso pronunciato dal compianto autore italiano nel 1995, presso la Columbia University di New York. Era il cinquantenario della Liberazione dell’Europa dal Nazifascismo e gli Stati Uniti erano appena stati funestati da un attentato terroristico che a Oklahoma City aveva lasciato 168 morti e 672 feriti. La Nave di Teseo, casa editrice fondata da Eco, ha pubblicato questa lezione, che dovrebbe essere proposta nelle scuole, soprattutto nel particolare periodo politico e sociale che stiamo vivendo.
Eco analizza le caratteristiche fondamentali dell’ideologia fascista evidenziandone gli aspetti antitetici, la contraddittorietà e la confusione che regna al suo interno, affermando: “… il fascismo non possedeva alcuna quintessenza, e neppure una singola essenza. Il fascismo era un totalitarsimo fuzzy… non era un’ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni…”. Al di là dell’evidente interesse che un testo simile può avere per un’amante della storia come la qui scrivente, ho trovato inquietante e illuminante leggere l’analisi di Eco e trovare molte – troppe – somiglianze con uno o due partiti politici di oggi. E’ una cosa che fa pur riflettere, no?

Un po’ tordi, ma innegabilmente coraggiosi. Gli Stark, con poche eccezioni, sono nel mio cuoricino

Il Grande Inverno, G.R.R. Martin (sempre se non lo avete, acquistatelo qui). Nel secondo volume della saga di Martin ho cominciato a farmi un’idea di quali personaggi ammiro e quali non posso soffrire, nonché di quale casa mi è più simpatica. Lo stile narrativo procede nella sua scorrevolezza, anche – e lo apprezzo molto – durante le scene di battaglia, che sono un osso duro per qualsiasi scrittore.

Con Games of Thrones si chiude il mio maggio novembrino di letture e si preannuncia un giugno ricco di nuove entrate, soprattutto considerando che è il mese del mio compleanno e che a fine scuola i miei alunni mi hanno già regalato un cospicuo buono Feltrinelli… non vogliamo mica correre il rischio che scada, vero? 😉

Raccontatemi quali sono state le vostre letture di questo mese e ditemi: secondo voi abbandoneremo finalmente la copertina e la tisana e ci metteremo a leggere sul balcone? Le scommesse sono aperte!!

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