La Strega e La Scimmia delle Newsletter

Dal Vocabolario:
scìmmia (ant. scìmia e sìmia) s. f. [lat. sīmia, der. di simus, gr. σιμός «dal naso schiacciato»]. – Nome comune della maggior parte dei mammiferi appartenenti all’ordine primati.
avere la scimmia. Indica lo stato di dipendenza da qualcosa, probabilmente deriva da: avere la sc. sulle spalle (calco dell’ingl. to have a monkey onback), usato nel gergo dei tossicodipendenti per indicare la dipendenza dalla droga.

Insomma, è andata così.
Una blogger non italiana mi ha convinto a iscrivermi alla sua mailing list. Ho compilato l’allegro moduletto, ho premuto invio. Mi è arrivata l’e-mail di benvenuto e, in un tripudio di belle foto e toni pastello, anche la prima newsletter, che ho letto con un certo piacere, perché non è male avere un testo riassuntivo di quello che ha fatto una persona che segui, purché sia sintetico e non troppo insistente, sia chiaro.

Nei giorni subito seguenti la scoperta della prima newsletter, ho improvvisamente realizzato che anche molti blogger italiani compilano delle comunicazioni periodiche per chi ama seguirli, alcuni anche con un certo successo. Leggendone alcune, ho pensato che ci sono persone che dovrebbero mettere il meno parole possibile per iscritto e altre, invece, che lo fanno proprio bene. In particolare, ho notato che ricevere le newsletter “giuste” nella propria casella di posta crea un senso di vicinanza rispetto ai loro autori che non è paragonabile a quella percepita leggendo un post o seguendo un profilo social.

Probabilmente questo capita perché, per una volta, non è il lettore a cercare il determinato articolo per l’Etere, ma è l’autore stesso a contattarlo (previo suo dichiarato consenso, è chiaro) per fargli sapere di sé, magari raccontandogli anche qualche aneddoto, o suggerendogli di leggere contenuti che gli erano sfuggiti. In ogni caso ho pensato che questa diavoleria chiamata newsletter fosse una cosa carina, ma ero anche convinta che fosse il genere di scoperta che mi avrebbe lasciata piacevolmente stupita per qualche ora e basta. Invece mi è presa la scimmia delle newsletter.

In poche ore avevo fatto una lista di piattaforme che offrivano questo servizio di e-mailing in forma gratuita (d’accordo, è ora che studi un po’ di alchimia e mi metta a fabbricare oro dal piombo) e avevo individuato quello che faceva per me. Mail Chimp, che non a caso a una scimmia nel logo, sembra avere tutte le funzionalità di cui una Strega che si rispetti ha bisogno, compreso il modulo pop-up di sottoscrizione che da un paio di giorni vedete comparire, se visitate il Grimorio, e comodi link come questo, che possono essere condivisi su tutti i social.

Tra un casco di banane e qualche nocciolina, la pagina di benvenuto alla newsletter del Grimorio è già pronta e sto lavorando alla prima newsletter vera e propria.

…Già, ma che ci troverete, in detta letterina?
Tanto per cominciare, vorrei rassicurarvi: mi è presa la scimmia, non la cozza delle newsletter, quindi non ho intenzione di inviarne una ogni settimana, come ho recentemente sperimentato da utente. Mi limito a un riassunto mensile delle avventure stregate, sia per quanto riguarda gli articoli sul blog (sia mai che ve ne perdiate qualcuno!), che quello che non condivido tra queste pagine, ma che trova generalmente il suo posto sui social che uso (a proposito, la Strega cinguetta e fotografa), o addirittura che fino a questo momento non ha proprio trovato posto. Commenti estemporanei sulle mie letture, nuove scimmie, interessi, musica e naturalmente gli spettacoli a teatro di cui scrivo recensioni su una testata online.

Ho colto il vostro interesse? Siete curiosi di immergervi di più nel mondo della Strega? Allora usate il modulo pop-up, oppure cliccate su Abu, qui sotto alle mie parole, e inscrivete il vostro nome nel Grimorio! 😉

6 pensieri riguardo “La Strega e La Scimmia delle Newsletter

  1. E’ già un po’ che ci sto pensando anch’io se implementarlo oppure no sul mio sito e anch’io avevo selezionato MailChimp che è sicuramente il più affidabile e serio.
    Certo è intrigante come servizio, anche se credo che tutto il problema sia trovare l’equilibrio giusto tra contenuti, toni, grafica e tempi (hai detto niente!).

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