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La Strega non è bravissima nel compilare le classifiche, soprattutto quando si parla di libri, ma, visto che con quella dei cattivi più cattivi di tutti i tempi non mi era andata male, ho pensato che potevo riprovarci con i miei dieci personaggi preferiti di sempre.

L’idea per questo post è arrivata da instagram, e più precisamente dal profilo di Giulia (@books.andtea.addicted), che qualche giorno fa ha stilato la sua personale classifica.

Selezionare solo dieci tra i personaggi che più amo nella letteratura è stato un lavoraccio, mi sembrava sempre di fare torto a qualcuno, ma dopo qualche tentennamento posso proporvi la mia lista, corredata di “romanzo di appartenenza” e link per l’acquisto su Amazon tramite il mio solito codice di affiliazione, con cui sosterrete le fondamenta di questo umile Grimorio. Siccome volevo sentirmi meno in colpa, poi, ho accluso anche una motivazione alla mia scelta.

C’è poco da dire, l’immagine di Darcy per eccellenza è quella di Colin Firth nella serie BBC del 1995.

10^ posto.
Fitzwilliam Darcy da Orgoglio e Pregiudizio di J. Austen.
Darcy è l’immagine del protagonista maschile romantico: bello, ricco, ma soprattutto altero e non avvezzo a esprimere i suoi sentimenti, che pure sono profondi e sinceri. Di lui mi piace l’onestà e l’etica cavalleresca, ma anche quella procionaggine che viene fuori quando, ad esempio, formula proposte di matrimonio…

9^ posto. Artù di Britannia, così com’è dipinto dal sempre caro B. Cornwell nel ciclo di Il Romanzo di Excalibur.
Intendiamoci, re Artù mi è caro a prescindere: è uno dei primi personaggi che ho incontrato nella mia vita di ascoltatrice di storie e personalmente credo di aver visto e letto ogni rivisitazione del ciclo arturiano che sia mai uscita, ma il ritratto che ne fa Cornwell ha il pregio di essere realistico, vivo, se vogliamo. Si tratta di un uomo che possiede sì forti ideali, come vuole la tradizione, ma sembra ostentarli per nascondere uno spirito vanesio e un deciso egocentrismo. Mi piace che, pur non tralasciando i tratti fondamentali del personaggio, lo scrittore abbia donato ad Artù anche dei difetti; debolezze e incongruenze che sono proprie dell’animo umano e che rendono vero un personaggio e ci permettono di amarlo pienamente.

L’anno scorso su Netflix è uscita la serie tv tratta dal libro, con Daniel Bruhl nel ruolo di Kreizler. Personalmente trovo che la scelta del casting sia azzeccata.

8^ posto. Lazlo Kreizler, da L’Alienista e romanzi seguenti di C. Carr.
Questa è una scoperta recente, giacché sto leggendo L’Alienista proprio in questo periodo! Il romanzo è un giallo storico ambientato nella New York del 1896, dove uno spietato assassino consuma delitti che renderebbero felice Jack lo Squartatore a danno di giovani ragazzi. Lazlo è un alienista, uno psicanalista insomma, che indaga sugli omicidi su richiesta dell’allora commissario di polizia Theodore Roosvelt (sì, quel Roosvelt). Oltre alla particolare intelligenza del personaggio, che non per nulla nel libro è il pioniere della psicanalisi applicata alle indagini criminali, mi piacciono i suoi lati oscuri e l’ossessione che generano per il suo lavoro. Vediamo il dottor Kreizler così determinato a scovare l’assassino tramite i suoi metodi – per affermarli, è vero, ma c’è qualcosa di più -, che non pensa ad altro, perde il sonno, si dimentica perfino di mangiare, mettendo a rischio la sua salute. Questa specie di dedizione malsana, che costituisce in fondo la tensione che anima il personaggio, mi affascina molto.

7^ posto. Melania Hamilton da Via col Vento di M. Mitchell.
Melania è la cugina e la moglie di Ashley, il sempiterno love interest di Rossella o’Hara, e leggendo il romanzo non si può che ammirare la sua lealtà e la sua forza d’animo, che invece nel film non vengono fuori come dovrebbero, anzi si trasformano in una lagna senza fine, cui lo spettatore medio porrebbe volentieri fine di persona. Nonostante Rossella provi per lei una viva antipatia e un forte spirito di competizione, che spesso la portano a non trattarla affatto bene, Melania rimane sua amica sempre e comunque, difendendola a spada tratta tanto dagli yankee quanto da pettegolezzi e malelingue.

6^ posto. Marian Halcombe da La Donna in Bianco di W. Collins.
Marian è un personaggio secondario, per la precisione è la sorellastra della protagonista femminile, la bella Laura. Descritta come una donna giovane e vivace, pur se non bella come la sorella, colpisce subito per la sua acutezza di pensiero e la velocità d’azione. Indubbiamente Collins dipinge una donna atipica per l’epoca (la storia inizia nel 1849), che esprime con coraggio le sue opinioni e fa di tutto per aiutare Laura, contrapponendosi, sola, a Sir Percival e Fosco, i due antagonisti della storia. La soluzione del mistero che permea il libro e la salvezza dei due protagonisti si devono in prima istanza alle doti di Marian, anche perché, a lasciar fare a Walter…

5^ posto. Robin Venetia Ellacott, dai romanzi della serie di CB Strike, di R. Galbraith.
Oh, Robin! Che personaggio femminile stupendo, che donna! All’interno dei romanzi gialli scritti da JK Rowling sotto pseudonimo Robin inizia il suo percorso narrativo come assistente dell’investigatore privato Cormoran B. Strike, ma diventa presto una socia su cui fare affidamento per la sua intelligenza e la sua capacità di entrare velocemente in confidenza con le persone. Una grande caparbietà e la forza d’animo che le ha permesso di risollevarsi da un periodo particolarmente buio, in cui tutte le sue certezze sono crollate, completano uno dei personaggi femminili più di spessore degli ultimi tempi. Il suo unico difetto? Non saper scegliersi gli uomini.

Ecco, due piccioni con una foto sola. ^^ Robin e Strike come da ritratto della serie BBC (se non l’avete vista siete dei pazzi, andate subito a rimediare!!), tra l’altro prodotta con il contributo della Rowling. Lei è interpretata da Holiday Granger, lui da Tom Burke.

4^ posto. Cormoran Blue Strike, da Il Richiamo del Cuculo e seguenti di R. Galbraith.
Ho un debole per i personaggi intelligenti e intuitivi, ormai si sarà capito. Cormoran Strike, in particolare, mi piace perché non rientra nel tipico canone del detective, o almeno non del tutto. Ha un passato complicato, tanto per cominciare, e una sfera di relazioni sociali che potremmo definire discutibile, è impacciato e anche un po’ imbranato. Sotto una corporatura orsina nasconde una sensibilità d’animo che trapela durante le indagini. A ciò aggiungiamo pure che la Rowling è stata brava a dipingere un personaggio tridimensionale, che commette errori e fa le sue buone cavolate, rendendolo decisamente simpatico.

Signori, io sono cresciuta negli anni Novanta. Per me Athos è quello ritratto da Kiefer Sutherland nel film disney del 1993.

3^ posto, siamo sul podio. Athos da I Tre Moschettieri e romanzi seguenti di A. Dumas.
Il principe azzurro, l’eroe senza macchia e senza paura… quando le cose gli vanno male. Athos è uno dei personaggi che a sono riusciti meglio a Dumas, che l’ha dotato di tutte le qualità di un leader e un eroe, ma nel contempo gli ha dato sufficienti motivazioni per trasformarlo in un animo tormentato e cupo, che lotta per non abbandonarsi completamente ai suoi demoni. Ottimo spadaccino, fine stratega e il più leale degli amici, quando ama è per sempre. Nel bene e nel male…

Piccolo bonus: date un’occhiata anche ad Athos di A. Ongaro. Lo scrittore rielabora la giovinezza del nostro moschettiere, prima di Milady, prima dell’amicizia con Aramis, Porthos e D’Artagnan. Lo consiglio vivamente!

2^ posto. Merlino da Il Romanzo di Excalibur di B. Cornwell.
Un capolavoro, non un personaggio! Il mago Merlino del ciclo arturiano fuso con quello della Disney, ma anche qualcosa di più! La figura del druido Merlino di Avalon di fatto mette in moto tutte le vicende dei libri che formano la serie, e non è nemmeno necessario che sia presente in scena per farlo! Questo Merlino è ironico, possiede una conoscenza illimitata su tantissimi argomenti e non perde mai l’occasione per deridere il prossimo, non fa differenza se si tratta di un poveraccio oppure di un re, ma nasconde anche un lato sensibile, che in genere maschera con un sarcasmo irriverente. Il personaggio di Cornwell ha dedicato la sua vita a un’unica missione, riportare gli Dei in Britannia, e per avere successo è disposto a morire, persino, ma non a sacrificare le poche persone che per lui contano qualcosa.

1^ posto. Ulisse, miti greci di Omero & Co., ma non mi dispiace nemmeno il ritratto che ne fa Valerio Massimo Manfredi in Il Mio Nome è Nessuno.
Il mio primo amico letterario! Ulisse, uomo dal multiforme ingegno, ha accompagnato praticamente la mia vita e non a caso, temo, quasi tutti i personaggi che mi piacciono presentano delle somiglianze con lui.
Intelligente e scaltro, ottimo stratega, ma anche guerriero coraggioso nonché impavido esploratore e vendicatore senza pietà, Ulisse (od Odisseo, come preferite) è tutto e può diventare di tutto, per questo lo adoro! Mi piace che sia lontano da qualsiasi stereotipo e inclassificabile, perché in effetti lui fa categoria a sé. Nessuno – volendo cavalcare l’onda del suo incontro con Polifemo, potremmo anche dire solo Nessuno ^^ – è come lui.

Eccoli, dunque, i miei fab 10 personaggi dei libri!
Quali sono i vostri, ne abbiamo qualcuno in comune? Fatemelo sapere nei commenti e ditemi anche perché!