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Ormai lo sapete, la Strega è solita fare i bilanci dell’anno stregonesco a fine ottobre. Per i libri, tuttavia, mi piace mantenere il limite del 31 dicembre, anche perché è il momento in cui si concludono le sfide di lettura.

Questo è, credo, il terzo anno in cui non ho attivato la Goodreads Reading Challenge né qualsiasi altra sfida simile, perché mi sono resa conto che negli ultimi tempi la mia vita si è fatta un tantino più complicata di quello che già era e non so mai se avrò o meno il tempo e le energie per dedicarmi alla lettura. Ci sono momenti in cui guardo la mia agenda e scopro che ho la settimana libera, allora mi dico wow, riuscirò a fare un sacco di cose in questi giorni!, e le elenco pure, in bell’ordine e bella grafia. Poi, come se gli Dei non avessero aspettato altro che la conclusione della mia gioiosa lista, gli impegni mi piovono in testa a cascata e la mia settimana si trasforma in un gran casino stregato. Queste sono, signori, le gioie del freelancer unite a quelle del lavoratore in proprio.

Tutto sommato, il 2018 è stato un anno soddisfacente in termini di quantità di libri letti (quarantacinque: al di sotto del mio record, ma meglio dei due anni precedenti), ma non – me ne sono accorta nel momento di completare questo bilancio – in termini di qualità. Tra le mie letture di quest’anno ce ne sono veramente poche che mi hanno lasciata soddisfatta e che ricordo con piacere, mentre molte hanno deluso le mie aspettative, tanto che ho dovuto fare una vera e propria selezione non già per i volumi migliori dell’anno, ma per quelli peggiori.
Vi elenco il risultato della mia disamina qui sotto, corredato da motivazioni e dal sempre utile link per l’acquisto su Amazon tramite il mio codice di affiliazione. Vi ricordo che il sito di e-commerce mi corrisponde una piccola percentuale per ogni prodotto acquistato da voi seguendo il mio link, ma che voi, miei cari lettori, non pagate nemmeno un centesimo in più.
Cominciamo.

Letture Migliori dell’Anno

“Il segno della croce”, G. Cooper (acquistatelo qui). Il primissimo libro che ho letto nell’anno che sta per finire è un thriller americano, che ho apprezzato soprattutto per il suo ritmo quasi filmico e la sua leggerezza. Il protagonista è Cal Donovan, un professore universitario di religione cui viene assegnata una missione nientemeno che dal Santo Padre in Vaticano: ritrovare alcune reliquie di Cristo, che stanno causando una serie di eventi miracolosi e sono entrati anche nelle mire di un’associazione neonazista… I personaggi sono simpatici, la vicenda è godibile, anche se sicuramente non si tratta del thriller del secolo!, e recupererò presto le altre avventure del prof. Donovan.

“Mucho Mojo Club” vol. 1 e 2, AAVV (acquistateli qui e qui). Ve ne ho parlato a profusione sul blog e credo di dover aggiungere ben poco. Si tratta di una raccolta di racconti brevi del genere thriller, smezzata in due volumi. Gli autori sono i massimi scrittori di romanzi del genere al mondo e le storie sono godibili, lunghe il giusto e molto diverse tra loro. Da leggere assolutamente!

“Il diavolo nel cassetto”, P. Maurensig (acquistatelo qui). Un romanzetto che ha il sapore di una favola dei Grimm e che io ho letto al principio dell’estate. Il diavolo arriva in un paesino nelle Alpi svizzere, dove tutti scrivono segretamente un libro, nei panni di un editore. Si mette, quindi, a fare quello che fa meglio, cioè seminare zizzania tra gli abitanti del paese, e solo il parroco si accorge della sua vera identità e decide di combatterlo. Questa lotta tra Bene e Male al profumo di carta stampata segnerà per sempre la vita e l’anima del prete, e anche di tutti coloro che ascolteranno la sua storia. Il diavolo nel cassetto mi è piaciuto soprattutto per la sua atmosfera d’altri tempi, con quel pizzico di elemento fiabesco che a una Strega romantica come la sottoscritta interessa sempre. Pregevole anche la fluidità narrativa della storia.

“Il Ciclope”, P. Rumiz (acquistatelo qui). Il primo diario di viaggio di Rumiz della lunga stringa di quelli che ho recuperato ad agosto. ^^ Il Ciclope racconta dei mesi trascorsi dal giornalista e reporter di viaggio friulano in un faro che lui preferisce non identificare, costruito su un’isola disabitata. Non si tratta di una vera e propria storia, quindi, ma di una serie di riflessioni diversificate e condite con numerosi riferimenti letterari e mitologici che mi hanno mandato i brodo di giuggiole. C’è della poesia nelle parole di Rumiz e un senso di malinconia e tristezza di fondo, che sta al lettore classificare. Un libro da non perdere per tutti quelli che amano viaggiare con la mente prima che con il corpo.

Letture Peggiori dell’Anno

“The Beguiled” o “L’inganno”, T. Cullinan (acquistatelo qui in inglese, qui in italiano, qui il film). Ho letto il romanzo di Cullinan in lingua originale principalmente perché volevo vedere il film con Colin Farrell, Nicole Kidman e compagnia bella, e sono rimasta talmente delusa, che alla fine ho lasciato stare. Si tratta di un romanzo a metà tra il gotico e il thriller ambientato durante la Guerra di Secessione americana. Le ambientazioni sono in effetti molto belle, ma purtroppo il ritmo narrativo è estremamente lento e ammazza tutta la tensione della storia.

“Hygge”, M. Wiking (acquistatelo qui). Nel 2018 ho avuto un periodo da libri di lifestyle, in cui ho preso in prestito in biblioteca anche questo libro, sulla famosa via danese della felicità. Il contenuto non è particolarmente originale, ma quello che proprio non sono riuscita a sopportare è l’atteggiamento egoriferito dell’autore, che ha cominciato a stancarmi alla fine del primo capitolo. Per conto mio, sono felice con le mie brave candele e senza stufato di renna. 😛

“Incantesimi nelle vie della memoria”, G. Gallato (acquistatelo qui). Ve ne ho parlato nella lista dei libri letti a novembre, si tratta di una raccolta di racconti editi da Caravaggio Editore, che purtroppo mi ha un po’ annoiato per la ripetitività dei modelli di trama e personaggi nelle storie.

“Io odio Internet”, J. Kobek (acquistatelo qui). Ve ne ho parlato nel post precedente, non sto a ripetervi una trama, che tra l’altro è piuttosto labile. Non ho apprezzato l’eccessiva amarezza del tono dell’autore, che mi ha messa a disagio, persino.

Per il 2019 mi propongo di cambiare le cose: voglio tornare a leggere cose belle, ad appassionarmi alle vicende dei personaggi, a perdermi nella descrizione delle scene e dei paesaggi… Insomma, AAA – La Strega cerca libri meravigliosi. Qualcuno di voi ne ha da consigliarmi?

Fatemi sapere quali sono le vostre letture più belle e più brutte di questo 2018 e fatevi augurare un 2019 strepitoso!!