Tag

, , , , , ,

la cornovaglia di artù &friends

Nell’ultimo giorno di questo meraviglioso viaggio non ho macinato molti chilometri, anzi, quasi per nulla, ma posso ben dire di aver visitato la corte di almeno due grandi re, e questo dovrà pur contare qualcosa. 😉

Ho visitato Winchester, città che mi aveva fornito alloggio per la notte in quella casa vittoriana trasformata in albergo di cui vi avevo parlato nel post precedente.

bridge

La città sorge sul fiume Itchen, nell’Hampshire, e dista circa un centinaio di chilometri da Londra.

L’area attorno a Winchester è abitata fin dall’Età del Ferro, ma il luogo comincia ad assumere i connotati di centro abitato quando i soliti romani lo trasformano nell’accampamento di Venta Belgarium (Venta dei Belgi). Gli amanti del pluricitato ciclo del Romanzo di Excalibur di Bernard Cornwell riconosceranno questo nome, giacché si tratta proprio della capitale del regno dei Belgi di quella serpe di Lancillotto, con la sua Guardia Sassone e il palco di corna di Artù.

the_last_kingdom_alfred_1Dopo un breve periodo di dominazione celtica a seguito di quella romana Winchester diventa una città sassone, nientemeno che la capitale del regno di Wessex di re Alfredo il Grande, la cui statua domina ancora il centro cittadino, sia mai che qualche Vichingo ci passi troppo vicino… Alfredo il Grande, qui di fianco nella rappresentazione della serie tv The Last Kingdom, guarda caso tratta da una serie di romanzi del mio amico Bernie, fu re di Wessex dall’871 all’899 d.C. e difese il suo regno contro l’invasione danese, guadagnandosi l’appellativo di “grande” (l’unico tra i sovrani inglesi!) e la venerazione della chiesa cattolica come santo e di quella anglicana e ortodossa come “grande uomo di Dio”. Uomo dotto e raffinato, in periodo di pace migliorò il codice legislativo inglese (è anche conosciuto come il Giustiniano inglese, in effetti), incoraggiò l’istruzione e fece tradurre i primi documenti religiosi e di Stato dal latino all’inglese antico. La prima flotta navale inglese, infine, fu costruita per suo ordine: mica male per uno che, con tre fratelli maggiori, non sarebbe dovuto diventare re, vero?

Winchester Cathedral N090639

Questo splendore bianco è la Winchester cathedral, dedicata alla Trinità, ai santi Pietro e Paolo e a San Swithun, un antico santo dell’alto Medioevo.

La bellissima cattedrale di Winchester è una delle più lunghe d’Europa e tra le più antiche del Regno Unito, dato che la sua fondazione risale al 642 d.C. L’edificio che potete vedere oggi, però, fu iniziato solo nel 1079 in stile romanico inglese e consacrato nel 1093; successivamente l’edificio fu convertito allo stile gotico. L’esterno della chiesa, che è famosa anche per essere stato il luogo d’incoronazione dei sovrani inglesi per tutto il Medioevo e oltre, è indubbiamente bellissimo, ma gli interni mi hanno colpito di più.

winchester-cathedral-4462Sarà che mentre mi aggiravo tra le colonne della cattedrale, sotto quelle bellissime volte decorate, l’organista si stava esercitando, sarà che la luce di quel mattino di giugno era più magica del solito, ma quella di Winchester è la chiesa che più mi è piaciuta tra quelle che ho visitato in Cornovaglia. Nonostante non sia slanciato come quella di Salisbury o imponente come quella di Wells, questo edificio ha un’anima che mi è rimasta più impressa. Oltre al già citato soffitto, altri elementi degni di nota sono il coro del 1308 – uno dei più antichi d’Inghilterra, splendidamente decorato – la cripta con le reliquie dei santi e la grande vetrata Ovest, anche questa, tanto per cambiare, andata in frantumi durante la guerra civile inglese e riparata dai cittadini stessi.

jane-austen-ledger-stone-250x375Accanto alle reliquie dei santi ci sono numerose tumulazioni di personaggi noti, tra le quali spicca l’amata Jane Austen, che è deceduta in una casa poco distante dalla cattedrale nel 1817. Non c’è niente di particolare nella lastra che segna il luogo di sepoltura di una delle più famose scrittrici inglesi nel mondo, ma, se avete amato anche solo uno dei suoi libri (e chi non ne ha adorato almeno uno?!), non potrete fare a meno di soffermarvi accanto a quel mezzo metro di granito grigio e commuovervi un poco, organo che suona o meno.

Winchester è, dulcis in fundo, famosa anche per la sua identificazione con Camelot, la capitale del regno di Artù, da parte di Sir Thomas Malory, nientemeno. In Le Morte Darthur è chiaramente indicato che la corte di Artù aveva sede nel castello di Winchester, “che a quel tempo aveva nome di Camelot”. Ebbene, a Winchester esiste un castello, fondato però nel 1067 da Guglielmo il Conquistatore e residenza reale fino alla fine della dinastia dei Tudor, ovvero fino alla morte di Elisabetta I, e quel castello ospita una tavola rotonda.

612664395a40232133447d33247d383631333633343736

Questa è la Great Hall, la sala grande, annessa al castello attorno al 1220 per volere di Enrico III e unica parte originale dell’edificio ancora in piedi. La Tavola Rotonda è appesa al soffitto e, come noterete, ha proporzioni notevoli.

Quel grande cerchio di legno massiccio è in realtà un falso risalente al XIII secolo e la sua decorazione, con i nomi di tutti i cavalieri di Artù e la rosa dei Tudor, fu fatta dipingere nel 1522 da Enrico VIII. Il buon Enrico era un fan di re Artù e compagnia e teneva moltissimo a essere considerato il suo ultimo discendente, motivo per cui il ritratto del sovrano leggendario che vedete sulla tavola ha le sue fattezze. Come è accaduto per altri falsi storici, anche la Tavola Rotonda di Winchester fa la sua figura come monumento alla memoria arturiana, forse perché Artù e i suoi cavalieri sono di quei personaggi tanto radicati nella nostra cultura, che è difficile considerarli solo finzione. Oppure siamo noi, che non siamo capaci di rinunciare completamente alla magia nelle nostre vite. Perché dovremmo, poi?

Con la Tavola Rotonda che pendeva imponente sopra la mia testa si è concluso il mio viaggio nella terra incantata di re Artù e dei suoi amici. Nel pomeriggio dello stesso giorno sono infatti tornata nella più prosaica Londra – che era deserta, perché l’Inghilterra giocava ai mondiali… e quella sera ha anche perso: non vi dico il divertimento di girare per le strade – e il giorno dopo avevo preso posto in aereo e volavo verso la mia amata Milano. Sognavo questo viaggio in Cornovaglia da anni e non sono rimasta delusa: alcuni dei luoghi che ho visitato rimarranno per sempre nella mia memoria, credo, e forse avrò modo di vederli ancora. Il futuro, d’altronde, è imprevedibile, no?