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Dieci giorni con l'Allieva

La qui scrivente Strega non disdegna la lettura di un bel romanzo giallo, anche quando non possiede le tinte cupe della tradizione nordica, ma l’idea di approcciarmi a una serie di romanzi come quella dell’Allieva, che mescola il giallo alla commedia romantica, non mi è venuta spontanea. Il motivo principale risiede probabilmente in un certo scetticismo che, ahimè, mi pervade innanzi ai bestseller e ai nuovi autori italiani, che si unisce al fatto che la commedia romantica di cui sopra non è eufemisticamente tra i miei generi letterari preferiti. Tutto quel ti odio, poi ti amo, poi ti odio e poi ti amo mi annoia un po’ e in tutta onestà preferisco farlo cantare a Mina & Co.

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Non è adorabile questo completino?

Che cosa, dunque, ha spinto questa Strega poco romantica a prendere in mano i romanzi che sono l’oggetto di questo post? Ebbene, la verità è che sono sì povera di smancerie, ma ho una certa passione per vestiti, borse, scarpe, accessori e compagnia bella, e la trasposizione RAI dei primi tre volumi della serie vedeva un’Alessia Mastronardi dall’opinabile performance recitativa, ma vestita con completini adorabili, freschi e colorati.  Insomma, lo confesso: ho cercato il primo libro di Alessia Gazzola in biblioteca per una fiction vista sulla RAI (c’è sempre una prima volta, via!) e solo dopo ho pensato che sarebbe stato materiale interessante per un post.

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Eccola, Alessia Gazzola. Notasi la somiglianza con la sua Alice.

Secondo wikipedia, Alessia Gazzola è un medico legale e una scrittrice nata a Messina nel 1982, che ha scritto il suo primo romanzo, L’Allieva, come mero sfogo della frustrazione causata dalla dura vita di tirocinante di medicina legale. Il libro, che non era inteso per venire alla luce, è stato pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Longanesi ed è diventato un caso editoriale per il suo successo immediato. Fino ad adesso sono usciti quattro sequel e un prequel del romanzo d’esordio, trasformando L’Allieva in una vera e propria serie, che potrebbe a lungo cavalcando anche l’onda della serie televisiva che la RAI ha prodotto con un certo successo (la prima stagione è uscita nell’autunno del 2016, la seconda inizierà il 25 ottobre di quest’anno: giovani specializzandi crescono e guadagnano).

La trama che corre lungo tutti i libri è piuttosto semplice. Alice Allevi è una specializzanda in medicina legale, a Roma, e conduce la vita caotica di chi lavora molto ed è sottoposto a notevoli pressioni, cui aggiunge una personale goffaggine, la passione per i gialli e una vita sentimentale divisa tra cotte del momento e l’amore per due soggetti che non potrebbero essere più diversi.

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Tali baldi gentiluomini sono Claudio Conforti, medico legale e diretto superiore di Alice (bello, scostante, grande donnaiolo e il resto degli aggettivi di rito lo lascio inserire a voi) e Arthur Malcomess, il figlio del capo dell’Istituto di Medicina Legale, che fa il corrispondente estero in zone di guerra (riprendete gli aggettivi di prima, togliete scostante e inserite “animato da forti ideali”)

Le caratteristiche fondamentali – una protagonista giovane, carina anche se non lo pensa, goffa e insicura invischiata in un triangolo amoroso con due uomini ovviamente belli, ovviamente affascinanti, ovviamente interessati a lei – classificano subito L’Allieva tra gli Young Adult (ricordate? Ne abbiamo parlato qui), ma questo non è necessariamente un male.

Il grande pregio dei romanzi della Gazzola mi sembra essere l’estrema scorrevolezza. La narrazione – aiutata dalla banalità di trama e turning point – procede leggera e senza intoppi, tanto che in una decina di giorni sono riuscita a leggere un numero di volumi sufficiente per preparare questo post, senza ammazzarmi di lettura né dedicare a ciascun libro più di un paio di giorni. Il linguaggio è semplice, l’ironia e inesistente, ma le piccole disavventure di Alice strappano comunque qualche sorriso, anche a chi si aspettava una maggiore componente giallistica, che comunque è presente ancorché quasi sempre scontata.

I personaggi non sono originali, ma a loro modo ben caratterizzati e ottimi per inserirsi in una vicenda che, se lo dico un’altra volta vinco una bambolina premio, fa parte dei cliché. Non mi sono affezionata a nessuno di loro, anzi, ammetto di trovare Alice Allevi particolarmente odiosa, di professione indecisa, piuttosto che medico legale; l’insicurezza che la definisce fa il paio con una perenne indecisione in ogni campo della sua vita e un senso della priorità che apparterrebbe più a un’adolescente che a un’adulta, ma non posso negare che la ragazza rappresenti una bella fetta di trentenni (o quasi trentenni) odierne. Immaturità, insicurezza, aspettative sentimentali tratte da film e telefilm condite con una poco realistica conclusione degli eventi e un tocchetto di spirito fashionista: non è difficile capire perché le avventure dell’Allieva abbiano avuto così tanto successo, più complicato è, invece, dire che tra dieci anni tutti si ricorderanno di Alice & Co. Da parte mia, non sento la mancanza né il bisogno di leggere i rimanenti volumi della serie, anche se, avendoli sottomano, li considererei un buon modo per trascorrere un pomeriggio sul divano del Covo.

Voi che cosa ne pensate? Avete letto almeno uno dei libri di Alessia Gazzola?
Fatemelo sapere nei commenti!