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Letture del Mese

Agosto è generalmente il periodo in cui la mangiatrice di libri che è in me recupera il terreno perso nei lunghi mesi troppo densi d’impegni e si da alla pazza gioia leggendo più volumi che può, possibilmente con vista mare, sulla spiaggia e sotto un ombrellone colorato. 🙂

Il mese appena trascorso non ha fatto eccezione, anche se mi sarebbe piaciuto riuscire a leggere di più… le vacanze condivise sono sempre fonte di problemi, come avremo modo di vedere più avanti in questo post. A luglio vi avevo espresso la mia intenzione di recuperare le opere di Paolo Rumiz, autore di Il Ciclope, e una visita in biblioteca mi ha consentito di portarne al Covo ben due, che ho letto subito e di filato. I primi quindici giorni di agosto sono stati dunque dedicati alla letteratura di viaggio, ma poi ho avuto modo di diversificare le mie letture inserendo un grande classico, una nuova uscita e anche un manuale di lifestyle, perché alle Streghe piace cambiare un po’ come alle scale di Hogwarts. ^^ Torniamo ai libri.

Trans Europa Express, P. Rumiz. È il racconto di un viaggio lungo oltre seimila chilometri, dalla Finlandia a Odessa lungo il confine dell’Unione Europea. Rumiz lo intraprende utilizzando mezzi di spostamento lenti, sulle ferrovie nazionali, i percorsi in mezzo alle foreste e lungo le zone costiere, i battelli sul mare oleoso… Oltre al viaggio in sé e alla descrizione di luoghi e persone, ho amato in particolar modo la poesia della narrazione di questo giornalista, che sembra tanto quella di un aedo. Per amanti dell’avventura e non solo.

È Oriente, P. Rumiz. Questa invece è una raccolta di racconti di viaggio, di cui il primo narra un avventuroso Trieste – Vienna in bicicletta di Rumiz assieme al figlio adolescente, che per tema hanno l’Oriente, o meglio il vicino Oriente, fino a Istanbul. Le atmosfere sono sempre sognanti e ricchi di richiami letterari e mitologici, come credo sia parte dello stile di Rumiz, ma, forse perché i testi sono più brevi, non sempre sono riuscita a immergermi completamente nella parole dell’autore.

flat1000x1000075f-u1Armadale, W. Collins. Mattoncino della seconda metà dell’Ottocento che ho letto insieme alla Penny, che me l’ha regalato a Natale. ❤ La trama, complicata come ogni buon romanzo a puntate, è brevemente questa: un uomo sul letto di morte lascia al figlio neonato una lettera che racconta i tragici eventi che lo legano a un cugino che, come lui, si chiama Allan Armadale. Anni dopo, i figli dei due cugini, anche loro omonimi, anche loro di nome Allan Armadale, s’incontrano in circostanze casuali e sembrano destinati a ripetere gli errori dei loro padri… o forse no? Condiscono questa vicenda già arzigogolata una giovane pulzella innocente, un pastore volenteroso, zingari, saltimbanchi, avvocati e naturalmente una femme fatale crudele e determinata. Il libro, che mi è piaciuto molto, si è rivelato difficile da portare avanti verso la metà della narrazione, perché il ritmo narrativo rallenta moltissimo ed eventi che potevano essere raccontati in dieci pagine finiscono per occuparne il triplo. Nonostante ciò leggere i libri di Wilkie Collins è sempre un piacere, soprattutto per i suoi personaggi femminili, che non sono mai scontati. In questo caso, per esempio, Miss Gwilt regge da sola metà della trama.

Siracusa, D. Ephron. Ho letto l’ultimo romanzo della Ephron per scriverne una recensione da pubblicare sulla testata online dove compaiono i miei articoli seri (siete curiosi? Date un’occhiata qui), e dunque la casa editrice Fazi me ne ha recapitato una copia. Ammetto di aver apprezzato questo libro più di quello che pensavo, e la trama era già accattivante: due coppie di conoscenti, legate esclusivamente dal fatto che il marito dell’una e la moglie dell’altra sono stati fidanzato una quindicina di anni prima, decidono di punto in bianco di andare insieme in vacanza e, siccome sono americani e i soldi non sono un problema, scelgono di fare un viaggio in Italia. Ben presto emergono i motivi per cui l’idea delle ferie condivise non sia stata una genialata e il lettore è testimone di tutti i risentimenti e le piccole invidie che i personaggi provano l’uno nei confronti dell’altro. Accanto ai caratteri della brillante commedia americana, poi, la Ephron ha inserito un elemento noir che non mi aspettavo e che ha dato una vera svolta al genere letterario e al romanzo stesso. Mi è piaciuto che sotto le frecciatine velenose e la perfetta descrizione dei personaggi principali serpeggiasse un senso d’inquietudine via via in crescendo e ho amato il finale del libro!

Il Magico Potere del Riordino, M. Kondo. Ebbene sì, ci sono cascata anch’io. Complice un assurdo (per quanto mi riguarda) istinto di risistemare cassette, armadi, cassettini, bauli et similia con il mero intento di liberarmi di qualche cianfrusaglia e organizzare il resto delle mie cose guadagnando un po’ di spazio, ho letto il manuale di Marie Kondo. Avendolo terminato, posso affermare senza ombra di dubbio che la cara Marie è intrinsecamente e indubbiamente pazza, ma che il suo metodo funziona. Non mi convincerà mai a buttare fotografie e libri, ma la Strega sta procedendo al riordino con il metodo konmari e per il momento tutto procede bene. Se non mi leggete tra un paio di giorni, però, chiamate aiuto! Al di là del riordino più o meno facile e della succitata mitomania della Kondo, ammetto mio malgrado che sono rimasta colpita dalla specie di animismo verso gli oggetti che popolano la nostra casa e la nostra vita che caratterizza le scelte e i comportamenti di questa scrittrice. Probabilmente (ho fatto un po’ di ricerche su Marie, personaggio che mi ha un po’ stregata) questa spiritualità verso i beni di consumo deriva dalla pratica shintoista, che non è estranea alla Kondo, avendo lei curato un tempio Shinto per alcuni anni, e, anche se a volte mi sembra portata all’estremo (i calzini soffrono quando li arrotoli?), non posso completamente classificarla tra gli atteggiamenti pazzoidi dell’ideatrice del metodo konmari.

Con la gentile signorina giapponese che ha fatto fortuna con il repulisti si concludono le mie letture agostane. Vi ricordo che ogni titolo è collegato al link per acquistarlo su Amazon tramite il mio codice di affiliazione, in modo che il sito di e-commerce mi conferisca una piccola percentuale per ogni copia acquistata (percentuale che mi sarà utile a sostenere il Grimorio!) senza alcuna maggiorazione di prezzo per voi.

Ora, ditemi: che cosa avete letto sotto l’ombrellone?