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Alla fine di aprile l’innocenza della qui scrivente Strega, che le rimane pervicacemente incollata nonostante lei abbia superato la soglia dei trent’anni, aveva pensato che il secondo quadrimestre dell’anno sarebbe stato meno impegnativo. Il motivo che aveva fatto insorgere questo balengo pensiero nella mia testa non è chiaro, soprattutto considerando la montagna di progetti che avevo avuto la bella idea di iniziare e l’enorme quantitativo di promesse che avevo fatto in giro… Insomma, perché mai i secondi quattro mesi dell’anno (maggio e giugno soprattutto) sarebbero dovuti essere più leggeri dei primi quattro?

Fortunatamente gli Dei hanno messo subito in chiaro le cose con me, pensando bene di farmi cadere una piastra in ghisa sul piede sinistro – in quel momento, vi posso assicurare, li ho visti: Dei, divinità, spiriti e tutti gli astri celesti – e regalandomi di fatto un’insolita nottata al pronto soccorso. L’infortunio mi ha reso difficile portare a termine i miei consueti incarichi per una decina di giorni circa, motivo per il quale ho ahimè dovuto abbandonare un progetto a cui tenevo tanto e in generale rimaneggiare pesantemente i miei appuntamenti di lavoro.

wiley-coyote-helpIn questo frangente il bullet journal è stato più che prezioso, perché nonostante il mio crescente panico mi ha permesso di tenere sotto controllo tutti i progetti in corso, di rivedere le date di scadenza e in generale di non dimenticarmi nulla. Non sto dicendo che attraverso l’uso di questo sistema sono passata attraverso la crisi con la serenità di un monaco buddista, anzi, ma è indubbio che sono riuscita a portare tutto a termine con successo, e questo lo considero un grande raggiungimento.

Insomma, l’agenda di maggio e giugno è stata ampiamente sfruttata così com’era, mentre alcune pagine hanno subito delle modifiche per renderle più funzionali, come nel caso dell’habit tracker.

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L’habit tracker è un metodo per monitorare la costanza con cui eseguiamo alcune azioni che vorremmo diventassero abitudinarie e si basa sul concetto che, se ci impegniamo a eseguirle a intervalli regolari e segnandolo da qualche parte, finiremo con l’assuefarci all’idea. Il metodo generico è piuttosto semplice: avrete una tabella, una griglia, un disegno o quello che volete, purché ripartito in tante parti quanti sono i giorni del mese in questione, e ogni giorno in cui eseguite un determinato compito colorerete la sezione corrispondente. Facile e a prova di scimmia.

All’inizio della mia esperienza con il bullet journal avevo optato per la praticità e lo spreco del minor spazio possibile, così avevo creato un’unica tabella entro cui riassumere tutte le azioni che volevo monitorare, ma con il passare dei mesi mi sono accorta che questo metodo rendeva la pagina disordinata e in alcuni casi difficile da decifrare. Inoltre, le azioni non erano poche e rischiava di andarmi insieme la vista, così ho cambiato lo schema e ho creato un mini calendario per ogni abitudine wannabe: lo spazio non ne ha risentito, dato che sono rimasta entro i limiti di una facciata, e mi sono trovata molto meglio.

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L’Artù di Nigel Terry in “Excalibur” (1981), film da guardare assolutamente!

Giugno è stato il mese più tosto dell’anno: ci sono stati viaggi, esami, responsabilità e prove di ogni genere (Dei, io ho amato il giugno 2018!), e il mio caro diario proiettile si è rivelato utile e versatile. É bastato diminuire lo spazio dedicato all’agenda – perché, diciamocelo, a zonzo in Cornovaglia non avevo particolari impegni da rispettare – per trovare spazio per liste di viaggio, annotazioni e anatemi da lanciare a persone che non facevano il proprio lavoro (storia lunga, ve la racconterò).

Non credo di esagerare, se dico che parte del successo dei miei piani (che terminavano tutti a giugno!) si deve all’adozione del metodo del bullet journal tanto quanto all’utilizzo di un buon calmante! Più ripenso a com’ero impegnata in quei mesi e più sono contenta di aver iniziato questa avventura.

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Con l’avvicinarsi delle agognate ferie agostane – i primi quindici giorni d’agosto per me sono di eremitaggio marino: leggo, mi alleno, vado in spiaggia e guardo alba e tramonto, così ricarico le batterie stregate – ammetto di aver mollato un po’ il colpo. Le energie erano quel che erano e il caldo ha fatto la sua parte, così il mio amico bullet journal ha finito per essere consultato molto meno dei mesi precedenti. D’altronde, gli impegni si sono diradati e lo spazio per l’agenda si è ridotto ancora, questa volta in favore di un po’ più di disegni, pratica che io trovo estremamente rilassante e che mi sono promessa di utilizzare anche per il terzo quadrimestre. Passata la metà di agosto, però, ho ripreso in mano l’elegante quadernetto nero per aggiungerci una bella lista piena di tutti i progetti che inizierò in quel di settembre, mese che segna anche l’inizio del mio terzo quadrimestre! Che tema ho scelto, mi dite?

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Ça va sans dire.