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la cornovaglia di artù &friends

Nella terza tappa del mio viaggio sono finalmente entrata nella contea di Cornovaglia, all’estremo ovest dell’omonima penisola. Il punto di partenza per questa prima esplorazione era Plymouth, una città sulla costa meridionale dell’Inghilterra che si erge sulle foci dei fiumi Plym e Tamar, quest’ultimo che segna il confine geografico tra Devon e Cornovaglia e che nei giorni seguenti avrei attraversato in un senso o nell’altro più volte.

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Plymouth è anche il punto d’imbarco di una delle avventure di Horatio Hornblower, protagonista della serie di romanzi marinari di C.S. Forester. L’episodio incriminato è “Rane e Aragoste”, inserito nel volume “Il Guardiamarina Hornblower”

L’area attorno Plymouth risulta abitata fin dall’Età del Bronzo, quando era presente un insediamento in cima a un’altura facilmente difendibile. Durante il periodo dell’occupazione romana fu conosciuta come l’accampamento di Tamari Ostia, mentre l’ordierna città fu fondata solo nel IX secolo. Plymouth divenne un famoso porto militare e commerciale e si guadagnò il suo posto nella storia per essere stato il punto di partenza dei Padri Pellegrini (1620) che, al loro arrivo in America, fondarono appunto la colonia di Nuova Plymouth. Sfortunatamente la città, a eccezione dell’area del porto e del quartiere di Barbican, fu rasa a suolo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita in stile moderno; ammetto che non ha destato in me una particolare attrattiva. Vicino a Plymouth c’è la cittadino di Tavistock, famosa per avere dato i natali a Sir Francis Drake, corsaro al servizio di Elisabetta I, comandante in seconda della flotta che sconfisse l’Invincibile Armada spagnola (1588) e primo inglese a circumnavigare il globo.

Il percorso verso ovest passa attraverso la grande brughiera del Dartmoor, nel sud del Devon, che ora è un parco nazionale che copra un’area di 954 km². Questa distesa di granito, erica e ginestra è vecchia di trecento milioni di anni e contiene numerose aree archeologiche, nonchè varie specie animali, tra le quali i pony e mandrie e mandrie di bovini, che vivono allo stato brado e sono chiaramente i padroni dell’area.

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Circa il 57% della zona è di proprietà del Duca di Cornovaglia (il principe Carlo), il 14% del Ministro della Difesa (è zona di addestramento militare), mentre il 37% è terreno pubblico, una distesa pressoché incontaminata di natura, mito e leggenda, come quelle dei pixie, del Cavaliere Senza Testa o dei mastini fantasma, famosi soprattutto grazie alla novella Il Mastino dei Baskerville di A. C. Doyle. Trovate altri riferimenti letterari al Dartmoor nelle opere di Agatha Christie e Rosamund Pilcher, inoltre immagino che molti di voi ricordino che la finale di Coppa del Mondo di Quidditch tra Irlanda e Bulgaria (Harry Potter e il Calice di Fuoco) si è giocata proprio in questa brughiera. 😉

Lasciatami la brughiera alle spalle, sono finalmente giunta a Tintagel, villaggio sulla costa settentrionale della Cornovaglia oggi conosciuto come Trevena. Il vicino castello, costruito su una scogliera a picco sul  mare, è considerato il luogo di nascita di re Artù.

Tintagel II

Secondo l’Historia Regum Britanniae di Goffredo Monmouth (XII secolo), infatti, Artù fu concepito nel castello di Tintagel sfruttando un inganno realizzato tramite la magia di Merlino. Nel VI secolo d.C. il luogo era invero sede di  un insediamento celtico – una fortezza dei Dumnoni, forse? -, ma le rovine che sono oggi visitabili (9,50 sterline) appartengono a un castello fatto costruire tra il 1220 e il 1240 da Riccardo, Duca di Cornovaglia e di Poitou, proprio a causa della leggenda arturiana.

Magia e storia si fondono, dunque, a Tintagel e le rovine valgono veramente la visita, anche se raggiungerle non è facile. Un servizio jeep fa la spola tra il vittoriano ufficio postale di Trevena e la base della scogliera del castello (2 sterline a tratta), ma poi gli avventurosi turisti devono affrontare un centinaio di scalini irregolari e scavati nella roccia. La vista che vi si offre alla fine di questo tortuoso percorso, però, è impagabile: il mare cristallino s’infrange sulle scogliere tutt’attorno e sulla piccola spiaggia al di sotto del castello, dove si apre una caverna dall’imboccatura alta e imponente come quella di una cattedrale e che si dice sia la grotta di Merlino. Di sicuro, se c’è un luogo adatto a ospitare il Respiro del Drago, è quello.

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Sul punto più alto della scogliera, stanchi morti per la salita e probabilmente provati dalle condizioni atmosferiche, potete incontrare anche Artù in persona, che attende il momento giusto per tornare a regnare in Inghilterra. 🙂

giphyArtù a parte, la contea di Cornovaglia è famosa per i prodotti del settore primario (latte e derivati soprattutto), le numerose storie sul popolo fatato (qui fate, folletti e simili sono ancora una cosa seria), il contrabbando e l’attività mineraria, che l’ha sostenuta con alti e bassi fino al XIX secolo. Si è detto della Cornovaglia, si è detto delle miniere, del contrabbando… grazie alla BBC non è proprio possibile evitare ancora di parlare di Ross Poldark, protagonista della serie di romanzi di W. Graham e interpretato da Aidan Turner nella fortunata serie dell’ente televisivo inglese. Potete trovare souvenir che ritraggono il nostro Ross in mise più o meno discinte praticamente in ogni angolo della Cornovaglia (quando si dice sfruttare il momento ^^) e farne incetta senza ritegno alcuno per decorarvi casa o farne dono agli amici (più probabilmente amiche XD) che non vi hanno seguito in quest’avventura. Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente involontario.

easy-cornish-pasty-r1All’ora di pranzo, se siete potentemente affamati, potete assaggiare la Cornish Pasty, il cibo d’asporto tipico della Cornovaglia che originariamente era il pasto dei minatori. Giunta l’ora della pausa, infatti, questi signori prendevano la pasty con le loro mani bisunte, nere di carbone e di altri polveri non proprio salutari per gli umani, e la mangiavano tenendola rigorosamente per la punta di base, che alla fine scartavano, lasciandola “per le fate”.
La tipica Cornish Pasty è farcita con manzo stufato, cipolle e patate, ma in commercio se ne trovano numerosissime varianti, inclusa quella senza glutine, che però io non ho potuto assaggiare, perché viene cotta al momento e ci vuole quasi un’ora… che io non avevo.

Il pomeriggio è stato dedicato all’esplorazione della costa meridionale della Cornovaglia, nei paesini di mare di Looe e Polperro. Entrambe queste cittadine hanno origine celtica ed erano prevalentemente abitati da pescatori (Looe continua a essere prevalentemente collegata alla pesca), ma oggi sono meta turistica più o meno come i paesini della Liguria. La gente frequenta la spiaggia, passeggia per le stradine tortuose, fa shopping nei negozi di souvenir e sale e scende un buon quantitativo di scale per fotografare le case dei pescatori. Se capitate in questa zona nel pomeriggio, potrebbe piacervi sedervi da qualche parte per il Cornish tea, il tipico afternoon tea inglese, qui servito con scones caldi, marmellata di fragole e la Cornish cream, una panna molto grassa e molto densa, tanto da essere quasi solida, che è uno dei vanti della contea.

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Eccoli qua, gli scones con marmellata e Cornish cream. Buoni, soffici a vedersi, ma pesantini da mandare giù!

All’alba delle 17:15, rotolando sul pulmino causa scones, Cornish cream e tè, è cominciato il viaggio di ritorno lungo i quaranta chilometri – poco, direte: peccato che in Cornovaglia non esistano le autostrade e si viaggi su strade irregolari, con tratti a senso unico. Un’esperienza mistica – che separano Polperro da Plymouth e il vetusto e caldissimo hotel del giorno precedente. Anche la quarta tappa del viaggio sarebbe partita da lì.