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Ebbene, rieccomi. Buon pomeriggio a tutti!
Mi trovo a scrivervi a meno di due giorni dal mio rientro da una vacanza passata sulle tracce di re Artù e compagnia bella, di cui vi prometto che scriverò presto, per aggiornarvi sulle mie letture di non uno, ma bensì due mesi. Infatti avrete notato – voglio essere ottimista! – che il riassunto delle letture di maggio non è stato pubblicato sul blog: non è che me ne sia dimenticata, è che non avevo finito un quantitativo di pagine sufficienti per scriverci un post di lunghezza congrua, ecco.

Maggio e i primi dieci giorni di giugno sono stati effettivamente a coda di un periodo complesso, al termine del quale ho visto la gran parte dei miei progetti terminare con successo lasciando la qui scrivente novella trentenne con un pochino d’affanno. Ma ci sono cose che una visita a Tintagel, Glastonbury e Stonehenge non possano guarire? Certo che no! Sprizzando argento vivo, dunque, vi faccio vedere quali sono state le mie ultime letture, come sempre ricordandovi della presenza di link che vi indirizzano direttamente ad Amazon per l’acquisto dei libri in questione tramite il mio codice di affiliazione. Per ogni vostro ordine io riceverò una percentuale corrispostami non da voi, ma bensì dal munifico portale di acquisti via internet.

Il Paradosso di Icaro, C. Bordoni. Il secondo saggio che Il Saggiatore mi ha cortesemente inviato si è rivelato una lettura molto interessante e avrei tanto voluto avere più tempo libero per dedicarmici. Bordoni, sociologo dei processi culturali già autore di Fine del Mondo Liquido, si inoltra nell’analisi dell’hybris, ovvero di quell’istinto di sopravvivenza che porta l’uomo a superare i limiti e a porsi al di sopra del resto del Creato, Natura compresa. Dapprima tacciato di peccato contro gli Dei nell’età classica, con il passare dei secolo l’hybris ha assunto una connotazione positiva, quasi eroica, che però porta a sottovalutare le conseguenze delle nostre azioni. Ho trovato estremamente interessante seguire questa evoluzione della tracotanza e non nascondo che mi sono spesso fermata a cercare paragoni o esempi di quello che stavo leggendo in me stessa o in conoscenti, scoprendo sorprendentemente (e in alcuni casi anche dolorosamente) che Bordoni, per così dire, ci azzeccava sempre. Se siete amanti dei saggi, questo è consigliatissimo.

The Monkey’s Paw, W.W. Jacobs. Jacobs è uno scrittore britannico operativo tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento, oggi famoso soprattutto per i suoi racconti brevi dell’orrore o a tema marinaro. La Zampa di Scimmia appartiene al primo genere e inizialmente l’ho scelta perché cercavo qualcosa di veloce da leggere. Protagonista del racconto è questa zampa di scimmia mummificata, che allo stesso modo della lampada di Aladino ha il potere di esaudire tre desideri del suo proprietario. Bisogna però stare molto attenti a quello che si desidera, non è vero? In poche pagine questo racconto mette assieme tutto: magia, una notte buia e tempestosa, desideri, spiriti maligni, viaggi esotici… Insomma, volete veramente lasciarvelo scappare?

Il Diavolo nel Cassetto, P. Maurensig. Romanzo breve dello scrittore italiano già autore di Canone Inverso, che ho preso in libreria forte di una tessera regalo Feltrinelli molto sostanziosa e attratta dalla copertina. La narrazione usa la vecchia strategia del manoscritto ritrovato – un po’ come Manzoni nei Promessi Sposi – per portare il lettore in un piccolo paesino svizzero in cui tutti i suoi abitanti sono aspiranti scrittori ad eccezione del nuovo giovane parroco. Un giorno un diavolo approda nel paesino per mietere le sue vittime giocando ovviamente sulla vanità della popolazione; travestito da editore alla ricerca di capolavori da pubblicare, quindi, si insinua nelle menti e negli animi dell’ignaro gregge di pecorelle del parroco, che però lo ha riconosciuto perfettamente ed è determinato a combatterlo.

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Il Diavolo nel Cassetto è raccontato in modo semplice e scorrevole, proprio come ogni buona novella, e mi è piaciuto molto. Anche Al Pacino ve lo consiglia. 😉

Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo, N. Gardini. Questo saggio mi è stato cortesemente inviato dalla casa editrice Garzanti, che ringrazio di cuore per avermi offerto un interessante passatempo e notevoli spunti di riflessione sulla lingua italiana e sull’origine del significato che attribuiamo ai vocaboli. Gardini, professore di letteratura italiana e comparata a Oxford, prende in esame dieci parole latine (SIGNUM, ARS, MODUS, STILUS, VOLVO, MEMORIA, VIRTUS, CLARITAS, SPIRITUS, RETE) ed esamina non solo il loro significato, ma l’evoluzione dello stesso nel corso dei secoli. Chi l’ha detto che il latino è una lingua morta?

Eleanor Oliphant Sta Benissimo, G. Honeyman. Sempre grazie a Garzanti (e a una sfiancante giornata in aeroporto), ho avuto modo di leggere in una tirata pressoché unica il romanzo d’esordio di questa scrittrice scozzese che, a quanto sembra dall’ottima traduzione italiana a cura di Stefano Beretta, ha uno stile di scrittura deliziosamente scorrevole e vivace. Riserverò a questo libro un post ad hoc, quindi per il momento mi limito a dirvi che mi è piaciuto davvero moltissimo e che vi consiglio di leggerlo.

Il Mio Lungo Viaggio. 90 Anni di Storie Vissute, P. Angela. Appartengo a una generazione che è cresciuta con Piero Angela e i suoi programmi di divulgazione e che, in un certo senso, lo considera come uno di famiglia. Leggere la sua biografia mi avrebbe quindi fatto impressione anche se non fosse stata niente di che, anche se fosse stata solo scritta con lo stesso linguaggio in cui l’ho sempre ascoltato esprimersi in televisione: chiaro, conciso e gentile. Il Mio Lungo Viaggio è tutto questo, ma anche molto di più, perché la vita del signor Piero è effettivamente straordinaria, concatenata com’è da una serie di piccoli episodi irrilevanti al momento in cui sono accaduti, ma di evidente spessore visti adesso. Trovo sorprendente che – direi per un’inspiegabile congiunzione astrale, ma il signor Piero avrebbe probabilmente da obiettare a questa espressione – tutti gli accadimenti narrati, quelli grandi e soprattutto quelli piccoli, siano capitati a una singola persona e abbiano innegabilmente contribuito a formare quell’essere straordinario che ogni anni ci da il benvenuto a Superquark. É chiaro che dovete leggere questo libro ed è lapalissiano che io devo recuperare tutto il resto degli scritti del signor Piero.

Dalle letture di questo bimestre è tutto! Confesso che mi piace essere tornata a immergermi nelle pagine vere o elettroniche dei libri, mi sembra quasi di essere ritornata a casa. 😀 Voi che cosa avete letto in questi ultimi due mesi? Avete già deciso quali volumi portarvi in vacanza (manca pochissimo!!)?