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mucho mojo club

Quella tra la Strega e i racconti brevi è una storia lunga. Mi è sempre piaciuto leggerli, ma per lungo tempo sono stata frustrata dalla difficoltà di reperirne di nuovi – le raccolte di racconti non avevano molta diffusione e le cose sono cambiate solo di recente -, inoltre essi rappresentano la forma di scrittura che per il momento mi è più congeniale.

Ho sempre tantissime cose da fare, gli impegni e gli obblighi si affastellano uno sull’altro lasciandomi pochissimo spazio per dedicarmi alla scrittura (ogni tanto, come sapete, ne risentono anche i post su questo blog): le short stories hanno il vantaggio, essendo più brevi, di poter essere concluse in un’unica sessione di scrittura, avendone l’ispirazione, e di necessitare decisamente meno costanza di quanto servirebbe per completare un’opera più lunga, come un romanzo. Brevità di lettura e scrittura consentono a loro volta di avere a che fare con un numero di scenari e soggetti pressoché infiniti, dettati quasi esclusivamente dalla passione e dagli interessi del momento – e quelli della Strega, lo sapete, variano spesso e bruscamente. ^^ Oltre a ciò ho sempre l’impressione che i racconti brevi abbiano un impatto più immediato nel lettore. Di sicuro devono “colpire” il pubblico subito, già dalle prime righe della storia, perché non hanno tempo di insediarsi nella memoria e nel cuore con il tempo, e, dato che di rado raccontano l’intera vicenda di un personaggio, ma piuttosto lo colgono in un momento particolare della sua vita, i soggetti trattati sono molto vividi, proprio come piacciono a me.

mucho

 Il libro costa 12,75€ in formato cartaceo e circa 5€ in formato e-book. Qui affianco trovate il link per comprarlo direttamente da Amazon, con il mio codice di affiliazione.

Da amante e scrittrice di racconti brevi, quindi, non ho potuto resistere a CasaSirio Editore, quando mi ha proposto di leggere Mucho Mojo Club, che raccoglie undici short stories di altrettanti grandi autori del thriller internazionale, alcuni dei quali non sono mai stati tradotti in Italia. Il filo conduttore di questa raccolta, pubblicata per la prima volta nel 2016, si evince già dal titolo, che riprende il romanzo Mucho Mojo di Joe R. Lansdale (1994). “Mojo” è un termine africano che si riferisce alla magia, allo spirito arcano, e nel romanzo di Lansdale era utilizzato con accezione negativa. Mucho mojo, molta magia cattiva.

Ai narratori è stato chiesto di indagare nel lato oscuro e torbido della vita, di raccontare le storie di reietti, di personaggi che vivono ai margini della società e di altri che guardano oltre l’orlo dell’abisso tutti i giorni. Le storie di questi maestri del thriller mondiale sono piene, zuppe, di quell’atmosfera densa e fumosa tipica del romanzo noir, quella che ti s’incolla ai vestiti e ti rimane attaccata alle dita.

Ho apprezzato moltissimo tutti i testi – personal favourites, comunque, sono “Emma Sue” di D. Zeltserman, “Kitty” di G. Iglesias e il delicato “Il borseggiatore” di C. Cook – nella loro diversità sia di tecniche e toni narrativi che di atmosfera, il che è senza dubbio straordinario, considerato che le opere sono accomunata da un filo conduttore ben preciso, eppure naturale, date le diversità dei singoli autori. Ci sono storie ambientate nel Midwest americano, altre in Scozia, Irlanda, Parigi, e i protagonisti sono indistintamente uomini e donne, vecchi e giovani, tutti con qualcosa da raccontare. Alcuni racconti hanno una lieve pendenza al sovrannaturale, o comunque verso l’inspiegabile dalla ragione, altri invece sono meravigliosamente terreni, umani, e sono quelli che mi sono piaciuti di più, lo ammetto.

Siete appassionati di thriller? Vi piace avvertire il brivido freddo che vi scorre lungo la spina dorsale mente leggete? Allora Mucho Mojo Club è un libro che non può mancare nella vostra collezione: dovete leggerlo a ogni costo! Con sole 192 pagine, d’altronde, non è un passatempo perfetto per una thriller night?

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