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Nei primi giorni del 2018 avevo quasi considerato l’idea di lamentarmi per la scarsità di cose da fare, ma gli Dei – bontà loro – hanno prontamente ovviato al problema, ancora prima che effettivamente si presentasse, donandomi una serie pressoché infinita di problemini e problemucci da risolvere in fretta e possibilmente bene.

Tanto per cominciare, il computer dell’attività rambica.
L’apparecchio, comprato a settembre, ci da problemi dalla metà di novembre, motivo per il quale abbiamo chiamato un tecnico innumerevoli volte. A fine dicembre si era giunti alla trista situazione per cui le intere sorti dell’attività rambica (ovvero, il software che gestisce i clienti e i loro abbonamenti) abitava in un “muletto” che non andava assolutamente spento, perché altrimenti non si sarebbe riavviato. Nei primi giorni di gennaio è arrivato il nuovo computer, già configurato e in attesa – a sentire il tecnico – del solo intervento della ditta produttrice del software di cui sopra, quindi venerdì scorso mi sono recata in palestra per attaccare tutti i cavi, e…

E ovviamente il computer NUOVO non riconosceva la tastiera.

Il weekend è dunque trascorso all’attività rambica (chiusa) nel tentativo di munirsi di altre tastiere con cui fare prove di esito ovviamente negativo e in numerose telefonate con il tecnico, che asseriva che il problema fosse, appunto, di detta periferica e non del computer. Nel mentre che avevo già cominciato a tirare giù tutti i santi dell’ipotetico Paradiso dai loro scranni vuoi non completare l’opera e riporre tutti gli addobbi natalizi? Ma certo! Qualche glitter rosso e oro sulla polvere è sempre stato divinamente.

Lunedì mattina trovo finalmente una tastiera con attacco usb, abilitando gioiosamente il computer per l’intervento della teleassistenza, dopodiché schizzo a casa, faccio una pausa pranzo di circa venticinque minuti e mi collego al portale del CONI per risolvere il secondo problema dell’anno nuovo.

A fine 2017 ci era arrivato l’avviso della necessaria registrazione al nuovo portale del CONI, da fare a partire dall’1 gennaio 2018. Indovinate chi, o lettori, si era collegata al suddetto portale la mattina di Capodanno, con tutti i documenti pronti e in ordine?Sull’unica pagina disponibile campeggiava un messaggio che in sostanza diceva che il portale era attivo dall’1 gennaio come preventivato, ma che la trasmigrazione dei dati non aveva ancora avuto luogo, quindi non si sarebbe potuto fare nulla fino all’8 gennaio. Alzi la mano chi non l’aveva previsto.

Rieccoci dunque al lunedì nel primo pomeriggio, quando completo la registrazione in pochi semplici mosse (doveva venirmi il sospetto che qualcosa stesse bollendo in pentola!) e clicco sul tasto di conferma per far apparire un avviso secondo il quale mancavano dei documenti che avrebbe dovuto presentare l’organo sportivo di riferimento.

Piombo nel panico più totale e mi attacco al telefono, chiedendo alla segretaria di tale ente sportivo che diamine fosse successo. La gentile signorina casca dal pero e mi dice che evidentemente non abbiamo presentato alcuni documenti, il che è naturalmente improbabile, dato che essi si trovano in giacenza presso di loro dal lontano 2007. Finita l’irritante conversazione con la segretaria, da cui dirimo meramente che mi tocca risolvere la situazione da me, vengo a conoscenza che: a) l’istruttrice del corso delle 18 non potrà fare lezione (e, dato che il software gestionale ancora non funziona, non posso nemmeno avvisare i clienti); b) l’istruttrice che insegna pilates il martedì mattina e sera ha l’influenza. Cerco possibili sostituzioni per le due, ma ovviamente non le trovo.

Mi fiondo nuovamente all’attività rambica, dove devo chiamare la ditta per avviare la teleassistenza, ma ci arrivo in ritardo, perché la storia del portale CONI si è prolungata ben oltre il tempo che dovevo dedicarle. Il programmatore non è quindi disponibile fino alle 15:20, quando comincia a lavorare sul computer, mi conferma nuovamente (negli ultimi mesi l’avrà fatto almeno sette volte, tutte pagate) la licenza del software di gestione clienti, ma non riesce ad abilitarmi il tornello.

Per intenderci, quando un cliente passa la sua tessera sul tornello attivo, la reception si rende conto se il suo abbonamento è valido, se è in scadenza o se è addirittura scaduto, il che rende il recupero crediti infinitamente più facile e redditizio e permetta all’attività rambica di incassare qualcosa.

Ora, il tornello non funziona e cominciano ad arrivare TUTTI i bambini che faranno lezione di karate, unitamente ai clienti del tardo pomeriggio. La qui presente Strega schizza dunque tra la reception, dove il programmatore è collegato tramite telefono, la sala (perché l’istruttore è in sacrosanta e meritata pausa) e la zona relax, dove sono spiaggiate le mamme dei bambini. Tutti la vogliono, tutti la cercano.

Il cliente trentacinquenne racconta delle sue avventure col cellulare e necessita comprensione e ammirazione per il nuovo dispositivo, la mamma di un pargolo deve essere ascoltata mentre si dilunga nei dettagli dell’influenza del figlio, colpo di tosse grassa per colpo di tosse grassa. La cliente quarantenne ha avuto la sfortuna di incontrare un uomo veramente di sterco e va aiutata per quanto possibile, la graziosa adolescente si è dimenticata l’asciugamano, posso prestargliene uno io? Lo riporta domani, lavato! Un nuovo cliente deve essere presentato all’istruttore e un ragazzo si presenta per le concordate ore di formazione… Uno alla volta! Uno alla volta! Uno alla volta, per caritàààà!

Arrivata a casa – ovviamente più tardi di quanto preventivato, anche perché Rambo era dal dentista e indovinate quando una cosina da dieci minuti è diventata un lavoro di un’ora? Ecco -, mi mancano i compiti dei miei alunni da correggere e le note da inviare per e-mail.

Insomma, gli ultimi giorni mi sono sembrati eccessivamente simile a questa scena qui:

Però non si può dire che mi sia annoiata. 😀