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La Strega
Covo Stregonesco
Milan (semper pu’ se’ granda)

Spett.le Babbo Natale & S.
Sede Centrale
Lapponia

6 dicembre, 2017

Gent.mi signori,

Anche quest’anno mi trovo a scrivervi la mia letterina in vista del Natale, nella speranza che una buona parte – sono Strega, ma non avida! – dei miei desideri vengano realizzati.
Inizio ringraziandovi per il distintivo di appartenenza alla Lista dei Bambini Buoni che avete avuto la gentilezza di accludere alla comunicazione della mia appartenenza alla stessa. Sono molto felice di notare che anche un’organizzazione dalla grande storia e dall’impeccabile reputazione come la Vostra cerca sempre di innovarsi e migliorarsi. Custodirò il distintivo Lista dei Bambini Buoni 2017 gelosamente, anche se, Voi lo capirete, probabilmente non potrò indossarlo in pubblico onde evitare di suscitare risate e battutine. Si è mai vista una Strega tra i Bambini Buoni?

Prima di illustrarvi i punti della mia letterina tengo come ogni anno a informarvi delle decorazioni natalizie del mio vicinato. Il proiettore LED di cui alla mia ultima è tornato al suo posto sul terrazzo del vicino dell’ultimo piano il primo giorno di dicembre, unitamente alle riproduzioni del Vostro principale, alle luci intermittenti e ai festoni da esterno. Il tutto rende la via ove giace il Covo Stregonesco riconoscibile anche a una scimmia, ma devo dire che trovo un po’ irrispettosa la comparsa di tali ammennicoli ben una settimana prima del celebre Sant’Ambroeus, data in cui – Voi della Babbo Natale & S. lo sapete di certo – a Milano si provvede a decorare alberi e quant’altro per le feste. Non posso tuttavia non trovare tenera la riproduzione di una renna cosparsa di quello che mi sembra decisamente glitter rosa nella casa d’angolo di fronte al Covo: ha un non so che di originale. L’unico problema, temo, è che detta riproduzione, cigliata, truccata e con sguardo ammiccante, potrebbe affascinare Rudolph e colleghi, che correrebbero il rischio di confondersi. Potete provvedere affinché non accada? Vi ringrazio sentitamente.

Veniamo finalmente all’oggetto di questa lettera!
Trovate una lista completa dei miei desideri nell’Allegato 1; li ho organizzati secondo una scala prioritaria e ho aggiunto un metodo di classificazione secondario che tiene conto della realizzabilità – a mio modesto e non professionale avviso – degli stessi. Tengo però a precisare alcune cose nel tentativo di evitare pericolosi fraintendimenti.
Sì, il messaggio in forma anonima che avete gentilmente recapitato ai parenti rambici l’anno scorso va inviato anche quest’anno, nonostante il testo (Allegato 2) sia volutamente meno cruento e minaccioso: voglio credere che quest’anno le cose miglioreranno. Il punto 2(B) è di fondamentale importanza per la sanità mentale di chi scrive, e io terrei moltissimo affinché venga esaudito, anche solo temporaneamente per i giorni 24, 25 e 26 p.v. Per quanto riguarda il terzo punto dell’elenco, Vi prego di fare il possibile affinché i miei parenti diventino meno animaleschi, o in alternativa perché l’alcol mi faccia più effetto del solito e io non mi accorga di nulla. Nell’estremo tentativo di dimagrire senza faticare in palestra una delle mie cugine si è sottoposta a un trattamento fastidioso e oltremodo dispendioso, che ha sì ridotto la tanto odiata buccia d’arancia, ma le ha sfortunatamente trasformato le cosce in quelle di un giocatore di rugby. Nella spiacevole ipotesi che la polvere fatata di cui disponete non funzioni io potrei trovarmi a condividere la seduta con una sosia di Martin Castrogiovanni priva, però, del carattere pacioso del ben noto atleta. Vi prego, aiutatemi.
Continuando a parlare di parenti, cercate di fare qualcosa anche per il maiale con la parrucca e il bove (credo che Ve li ricordiate bene), perché il progredire dell’adolescenza ha – e mai avrei pensato fosse possibile! – peggiorato la loro situazione, e si tratta pur sempre di miei consaguinei. Il bove ha sviluppato una deviazione al setto nasale che gli fa emettere dei versetti che assomigliano paurosamente a dei grugniti, mentre la sorella di questo grufolante giovane parente, il maiale con la parrucca, ha un gran bisogno di un corso di dizione, perché nell’ultimo anno ha preso a strascinare le vocali nasali. Senza dubbio la ragazza pensa di risultare affascinante e ricercata, ma sfortunatamente le sue parole assomigliano molto a un muggito… In presenza di questi sfortunati fratelli mi sento terribilmente simile a Darwin, preso a scoprire nuove specie animali; se non doveste riuscire a fare qualcosa per loro, trasportatemi almeno alle Galapagos.
Sono ormai arrivata ai miei ultimi desideri. Ammetto che gli ultimi mesi di quest’anno sono stati difficili per me e che un colpo di spugna magico, per così dire, che cancelli alcune situazioni mi sarebbe estremamente comodo. Basta però che siano le giuste situazioni a essere cancellate: non vorrei trovarmi nel 2018 con le stesse situazioni del 2017 e in mancanza di persone con cui riderne. Sempre continuando a parlare per proverbi, vorrei spendere qualche riga su quella chiusura di porte di cui al mio ultimo (e sentito) punto. Il concetto stesso di chiusura, signori, implica che qualcuno rimane fuori e qualcun altro rimane dentro uno spazio fisico o figurato; vorrei che fosse chiaro che la sottoscritta non deve essere quella che resta all’addiaccio e con l’impronta della porta sul muso.

Concludo infine questa mia esaustiva missiva con un’estemporanea aggiunta alle mie segnalazioni di decorazioni natalizie. Mentre Vi scrivo mi trovo all’attività rambica, dove oramai sono di turno per molte ore al giorno, tanto che mi è venuto in mente che per Voi potrebbe essere comodo consegnarmi qui alcuni dei miei regali. In funzione di ciò Vi prego di prestare attenzione alle strutture di sostegno del cantiere qui di fronte, che sono state inspiegabilmente decorate con lucine natalizie a intermittenza. Inoltre, segnalo che all’interno della stessa attività rambica ci sono alcune decorazioni che sono state piazzate a un’altezza conveniente per cogliere l’occhio dei bambini che la frequentano, ma i più alti tra i Vostri emissario potrebbero inciamparvi.

Certa, ora, di avervi comunicato tutto quando dovuto e voluto, non mi resta che confidare nella bontà del Vostro servizio e augurarvi un buon lavoro.

Fedelmente Vostra,
La Strega