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Come sapete c’è un posto speciale nel cuoricino stregato della qui scrivente per il romanzo storico, così, quando Fazi Editore mi ha proposto di leggere la nuova edizione di Augustus di John E. Williams, ho accettato in meno di un secondo, senza purtroppo tenere conto che settembre è per me un mese decisamente impegnativo… motivo per il quale questa recensione arriva un po’ in ritardo. Chiedo scusa!

John Edward Williams è stato uno scrittore, poeta e accademico americano vissuto nel secolo appena trascorso ed è probabile che voi lo conosciate come l’autore di Stoner. Augustus è il suo quarto romanzo, l’ultimo che sia riuscito a finire, che lui pubblicò nel 1972 e che gli fece vincere il National Book Award nel 1973. Si tratta, come vi anticipavo, di un romanzo storico, che ripercorre gli anni di regno di quello che noi conosciamo come Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano.

Il metodo narrativo adottato dall’autore è molto interessante; la vicenda è raccontata per mezzo di scambi letterari, documenti e diari scritti da una moltitudine di personaggi e, se anche segue il filo cronologico, le date di queste testimonianze non lo fanno. Questo significa che accanto a una lettera inviata all’imperatore da un generale nel 43 a.C ci può essere un altro scambio sullo stesso argomento, ma risalente al 13 a.C, che quindi racconta un altro aspetto dell’evento in un altro tono e da un altro punto di vista. Questa molteplicità di tempi, luoghi e narratori è perfetta per conferire movimento alla vicenda – anche se questa particolare storia, soprattutto quando si fa riferimento agli, ehm… anni difficili prima della Pax Augustea, non ne ha bisogno – e soprattutto per fornire un ritratto tridimensionale e molto verosimile dei personaggi chiamati in causa.

Lo stesso Augusto è descritto per quasi tutto il libro da terzi e si risolve a parlare in prima persona solo nelle pagine finali della storia di Williams. La sua rappresentazione è quella di un uomo meno straordinario di quello che siamo abituati a immaginare e fondamentalmente solo, imprigionato dalla stessa chimera a cui lui ha idealmente voluto dare la libertà: Roma. Questo primo imperatore sembra più schiavo che monarca, più oppresso dall’ideale della sua Roma che fabbro della stessa Città Eterna, disposto (o costretto?) a rinunciare a ogni cosa, anche all’amata figlia Giulia, in nome dell’unica cosa che conta. Tutti i personaggi che ruotano attorno ad Augusto sono ben caratterizzati: Cicerone è un opportunista, Rufo è un idealista avulso dalla realtà, Marco Antonio è un cret- ehm… Marco Antonio, dicevo, è Marco Antonio 😉 e così via.

Il ritratto che è meglio riuscito a Williams, ad ogni modo, è quello di Giulia, che finalmente viene alla luce come una persona, fatta di sentimenti, desideri, gioie e tristezze e non come la solita debosciata che ci viene descritta sia dagli storici che nei romanzi. L’unica figlia di Augusto, che parla anche in prima persona attraverso il suo diario, è un personaggio molto complesso, che è spinta alle sue azioni da motivi ben definibili. Educata severamente tanto nelle pratiche femminili che in quelle maschili, all’età del suo primo matrimonio la figlia dell’imperatore è una giovane bella, intelligente e acculturata, che potrebbe benissimo occuparsi di politica tanto (e forse meglio) quanto il suo primo marito. Abituata all’amore incondizionato di suo padre, all’agio e al potere, viene maritata tre volte per soli fini politici, finendo per essere di fatto relegata a una mera figura rappresentativa e/o a una fattrice di eredi. Stupisce davvero che, quando Giulia conosce il piacere dei sensi e l’amore, non sia disposta a perderli?

Il linguaggio narrativo, per la maggior parte del tempo fluido, anche se verso la metà del romanzo compaiono dei tratti ampollosi di cui avrei sinceramente fatto a meno, mi è piaciuto molto, l’ho trovato molto contemporaneo, tanto che, se non avessi saputo che il libro è stato pubblicato per la prima volta negli anni Settanta, avrei detto fosse nuovo.

Se non avete ancora letto Augustus di J. E. Williams, potete acquistare qui una copia in copertina flessibile e qui una copia in formato ebook, con i miei più sentiti ringraziamenti per la percentualina che mi verrà corrisposta in quanto affiliata Amazon. Se invece l’avete già letto, fatemi sapere che cosa ne pensate con un commento: sono molto curiosa!