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Da qualche giorno ho iniziato una cooperazione con CasaSirio, la casa editrice POP nata nel vicino 2014 che promuove testi di qualità e fruibili per ogni tipo di lettore. Di loro mi piace moltissimo la cura e la dedizione nella scelta della pubblicazioni, che non sono mai scontate, come il libro che mi è stato gentilmente spedito: Ventuno vicende vagamente vergognose, di Walter Lazzarin.

logoc_432c_cmykL’autore, classe 1982, ha scritto il suo primo libro nel 2011 e nel 2015 decide di promuovere il suo terzo libro (Il drago non si droga) in un modo inusuale. Lascia l’insegnamento e gira per le piazze d’Italia armato di una Olivetti 32, scrivendo tautogrammi sulla strada.

Come, come? Non avete idea di cosa sia un tautogramma?
Ebbene, un tautogramma è una composizione di lunghezza variabile formata da parole che cominciano tutte con la stessa lettera.

Il libro di Lazzarin è una raccolta di ventuno di questi componimenti, uno per ogni lettera dell’alfabeto, che raccontano storie vergognose; dèfaillances di letto, insomma, di personaggi noti, che siano realmente esistiti o meno. Tra giochi linguistici, goliardate più o meno pesanti e poesia classica assistiamo dunque alle vicende vergognose di Aristotele, Socrate (a personal favorite), Einstein, ma anche Dylan Dog, Harry Potter e l’immancabile Zorro. Ogni tautogramma è poi corredato da una nota dell’autore, che a volte ne mitiga il tono e altri lo cavalca.

Leggere una sequenza così lunga di tautogrammi è stata un’esperienza particolare, strana in un certo senso, ma non spiacevole. Probabilmente è necessario abituarsi al surrealismo del genere, che in questo caso si accorda a quello delle vicende raccontate – ed è cosa tutt’altro che semplice, se, come me, non si è stati testimoni diretti di più di dieci tautogrammi prima di leggere Ventuno Vicende Vagamente Vergognose. A ogni modo, il libro di Lazzarin è stata una lettura rinfrescante, ottima per passare un paio di ore di relax e sicuramente un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, motivo per il quale vi raccomando caldamente di darci una scorsa.

 

 

Se volete comprare Ventuno Vicende Vagamente Vergognose e farmi un favore, acquistate il libro su Amazon passando da questo link, così i signori dell’ultra-famoso portale di e-commerce saranno contenti e non mi sbatteranno fuori dal loro programma di affiliazione appena entrata. 😀 Vi ringrazio in anticipo.

Siccome qualche giorno fa avevo accennato su Instagram al mio matto desiderio di cimentarmi nella creazione di componimenti simili, vi lascio concludendo questo post con il mio personale tributo all’arte del tautogramma. Per la mia prima (e ultima? Fatemi sapere che ne pensate!) creazione ho scelto la lettera S, di Strega. What else?

Strega

Spezzetta, soffrigge, scotta, sobbolle salamandre, serpi, salmoni, senza stracuocerli. Se sono serate stellate, stufa serenamente sughi stregati.
Scartabella superati sortilegi, sorseggiando stillati succhi scribacchia sagaci sciocchezze su sere soleggiate, soli soffusi, saggi somari. Sveglia, saltella su strade solitarie seguendo scie serpeggianti sui sogni. Scrive sorti sospirate salmodiando scrupolose stregonerie serbanti sapore di salvia.