Evasione Nel Mondo di Carta – Gli Young Adult

libri-in-cerchioEccoci dunque giunti al secondo appuntamento dell’iniziativa Mille e un Genere Letterario, in cui io e la mia stimata compare PennyLane (qui il suo video) tenteremo di illuminarvi sul tema della letteratura per adolescenti, comunemente denominata Young Adult (YA).

Lo so, si tratta di un tema ostico. Spesso i romanzi che appartengono a questa categoria sono bistrattati, considerati libri di serie b, presi in giro dagli adulti che ne sanno sempre di più (ci rendiamo conto di quanto sappiamo essere snob, a volte?!), eppure quello degli YA è un fenomeno che non può essere lasciato da parte, e vi spiego il motivo fornendovi alcuni dati.
Negli USA gli Young Adult venduti nel 2014 erano undici (11) su un campione di venti (20) libri; nello stesso anno, i bestseller in Italia erano Storia di Una Ladra di Libri e Colpa delle Stelle. Entrambi YA. Nei primi mesi del 2015, sempre nel Bel Paese, si è registrato un incremento del 6,4% di libri venduti, tutti appartenente al genere di cui stiamo parlando qui. Insomma, i giovani stanno tornando a leggere, magari proprio non quello che vogliamo noi, ma intanto leggono! I motivi del successo di questo tipo di letteratura sono vari e li vedremo in seguito, adesso concentriamoci sullo spiegare esattamente che cosa si intende per Young Adult.

Lo Young Adult (YA) è un genere letterario che nasce per la fruizione di un pubblico adolescente (dai 13 anni ai 25), socialmente considerato troppo maturo per la letteratura dell’infanzia, ma ancora troppo acerbo per i romanzi per adulti; si sviluppa attorno agli anni Venti, quando l’età adolescenziale comincia a essere considerata come una realtà a se stante, ma sperimenta una crescita esponenziale negli ultimi dieci anni.
Va da sé che, per quanto detto qui sopra, i protagonisti delle storie sono tutti adolescenti che affrontano i classici problemi di un romanzo di formazione, a cui però vengono aggiunte delle connotazioni tipicamente moderne. Il linguaggio utilizzato è semplice, diretto, molto informale e spesso arricchito da neologismi. Il patto con il lettore è piuttosto semplice e, a mio parere, costituisce il vero fascino di questo genere letterario: l’autore si propone di far evadere il lettore dalla sua realtà quotidiana – dai problemi, certo, ma anche dalla mera e cruda realtà -, di portarlo in un mondo in cui le qualità che lo rendono inadatto alla vita sociale lo trasformino in un eroe.
E chi non sente il bisogno di un’affettuosa carezza sulla testa, di tanto in tanto? Di una voce suadente che ci ripeta che non è così grave essere smunto, scialbo e anche un po’ tardo e che, anzi, sono gli altri a non capire la nostra unicità?

Lo YA ha vari sottogeneri, tra cui i più famosi sono il fantasy, il paranormale e il distopico, anche se non dobbiamo pensare che non ci siano romanzi appartenenti a questa categoria che possono fare a meno di mostri, essere sovrumani e realtà apocalittiche! Generalmente, in questo caso si assiste a vicende strappalacrime in cui almeno uno dei personaggi principali muore, lasciando i suoi amici nella più profonda tristezza esistenziale, dalla quale riusciranno a prendere il meglio e a crescere in memoria del defunto… Insomma, il concetto è chiaro: lacrime. Fiumi di lacrime in una valle di disperazione.

 

Veniamo alle caratteristiche vere e proprie di ogni buon romanzo YA che si rispetti. Anzitutto, quella che oggi viene definita la  rivalutazione del ruolo femminile. Il protagonista delle storie è quasi sempre una ragazza, spesso un po’ goffa, o timida, o dal passato tragico (o tutte queste cose assieme), che inspiegabilmente diventa il faro per la

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Et voilà, qui c’è tutto: la signorina dal passato tragico, contesa dai due giovani, uno dolce e mansueto, l’altro bello e dannato, che diventa l’obiettivo per ogni Essere che abbia mai calcato la Terra, la trama con risvolti opinabili…

speranza dell’umanità. L’amore della giovine è ovviamente conteso da almeno due baldi giovanotti – bellissimi, perfettissimi, molto spesso con poteri soprannaturali -, che in barba alle loro mille possibilità farebbero tutto, ma proprio tutto, per la nostra protagonista, che invece vuole prendere le fila del suo futuro e intrecciarle con le sue mani. Certo, non sempre ci riesce e in molti casi questa rivalutazione del ruolo femminile finisce per generare dei personaggi che il lettore medio vedrebbe benissimo morti al secondo capitolo, ma il tentativo innegabilmente c’è.  Altro tratto caratteristico è la trama semplice, raccontata con tono narrativo discutibile ma che si rifà evidentemente al linguaggio visivo proprio di film e tv, con svolte pressoché sempre banali, che lascia ampio spazio alle riflessioni sentimentali rispetto alle azioni (le classiche pippe mentali, sì), oltreché alla tensione sessuale tra i personaggi principali – ricordiamoci che ci rivolgiamo prevalentemente a un pubblico di adolescenti! La sottotrama romantica è ovviamente molto presente (ti amo, ti odio, poi ti amo, poi ti odio eccetera, in tutte le sue declinazioni).

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E’ così, signori: i giovani di oggi hanno la capacità immaginativa di un pezzo di legno, e i produttori cinematografici lo sanno.

A questo punto avrete già capito qual è il segreto del successo degli Young Adult. Sì, la rivalutazione dello sfigato (lasciamo stare il ruolo femminile e diamo a Cesare quel che è di Cesare!), il romanticismo scontato, la tensione sessuale… Tutte cose che aiutano, ma che non sono novità. Ciò che è nuovo in questi ultimi dieci anni, ovvero nel periodo di boom del genere, è il collegamento di questi libri con le arti visive, soprattutto cinema e tv, che portano in vita i personaggi e le situazioni per la gioia degli occhi dei nostri adolescenti, che – a forza di film, serie tv e videogames – hanno una capacità immaginativa atrofizzata, quando ancora ce l’hanno.

 

Gran parte degli YA che ho letto è stata in favore della mia consueta rubrica Conosci i Tuoi Pargoli e ammetto che la lettura di volumi appartenenti a questo particolare genere letterario si è rivelata deludente nella maggior parte dei casi, soprattutto per quanto riguarda i titoli più conosciuti. Probabilmente un po’ di colpa è mia, perché sono di bocca buona per quanto riguarda i libri!
Ci sono innegabilmente dei buoni aspetti in ogni – Oddei, non esageriamo: in alcuni – Young Adult e sono sicura che, ad esempio, un libro del genere potrebbe riempire un paio delle vostre ore dedicate al relax non impegnato. Vi lascio alcuni titoli – quelli che si trovano in giro con più facilità – da cui prendere spunto, con un mio breve commento, nel caso li avessi letti.

La saga di Twilight, S. Meyers. Va beh. Nemmeno commento.
La saga di Vampire Diaries, L.J. Smith. Scritta negli anni Novanta, guarda caso è entrata in auge alla comparsa dell’omonimo telefilm, che cronologicamente parlando sembra aver quasi dato il via al fenomeno. Ho letto alcuni dei volumi, che mi erano stati regalati un Natale da amici con cui inspiegabilmente non parlo più: il primo volume è almeno carino, gli altri sono buoni per sedie e tavoli che ballano.
“Colpa delle Stelle”, J. Green
La saga di Divergent, V. Roth. Universo distopico, il primo volume può anche essere  interessante, ma nei seguenti viene fuori il mancato sviluppo dei personaggi. Peccato!
“Città di carta”, J. Green
“Maze Runner”, J. Dashner
“Noi Siamo Infinito”, S. Chbosky
La trilogia di Hunger Games, S. Collins. Vale esattamente tutto quello che ho scritto per Divergent, il che è irritante, perché il primo volume è molto promettente.
“L’accademia dei Vampiri”, R. Mead
La saga di Shadowhunters, C. Clare. Ti amo, poi ti odio, poi ti amo, poi ti odio all’ennesima potenza, e nel mezzo ti cito pure Dante, così facciamo svenire qualche buona insegnante di ripetizioni.
La Trilogia delle Gemme, K. Gier. Questi tre libri sono carini: li ho trovati freschi, non eccessivamente infantili e divertenti.
“Bianca come il latte rossa come il sangue”, A. D’Avenia

 

Ebbene, questo è tutto per quanto riguarda la narrativa per adolescenti! Vi ringrazio per aver avuto la pazienza di arrivare alla fine di questo post infinito, vi rimando al link del video di PennyLane, all’inizio dell’articolo, e attendo vostre opinioni su questo genere letterario. Avete mai letto qualcosa tra i titoli che ho elencato? Ne avete sperimentati altri? C’è qualche fan degli YA che è disposto a farmi ricredere su di loro in genere?
Attendo vostre!

8 pensieri riguardo “Evasione Nel Mondo di Carta – Gli Young Adult

  1. Tutti quanti caschiamo prima o poi nel tunnel degli young adults. A difesa della mia adolescenza posso dire che non mi sono mai soffermata esclusivamente su una fascia di libri a secondo della mia età, ma mi è sempre piaciuto spaziare. Per fortuna ne ho letti pochissimi e soprattutto non del solito genere che i giovani leggono di solito. Questi libri li ho letti per la maggior parte durante gli anni delle medie, perché nell’estate prima di andare a liceo, dopo l’esperienza traumatica dei libri di Elisa Rosso, ho deciso che ormai ero troppo cresciutella per stare dietro a certe storie che non riuscivano più a coinvolgermi emozionalmente.
    Dell’elenco da te stilato ho letto solo il libro di D’Avenia perché costretta dai professori al quarto anno (!!) di liceo classico: immaginati che è venuto pure l’autore a tenere una conferenza nel nostro auditorium. Il libro di per sé non è malaccio, però è troppo sopravvalutato. Saranno stati i riferimenti a Gandalf a farmi rizzare i peli dalle braccia? Chi lo sa! 😉
    Anche se ho sempre preferito leggere altri tipi di libri, tra cui Philip Pullman e Emilio Salgari, queste sono le mie colpevolezze. Non so dirti se adesso mi piacerebbe leggerli, ma posso sicuramente farti sapere la reazione della me adolescente.
    – I quattro libri di “Quattro amiche e un paio di jeans” di Ann Brashares. Ai tempi mi piacquero molto, anche se l’ultimo già allora non mi entusiasmò più di tanto.
    – “La settima strega” di Paola Zannoner. Ho un ricordo positivo di questo libro e la trama non è niente male. Peccato che i protagonisti sono degli adolescenti.
    – “Un ponte per Terabithia” di Katherien Paterson. Le mie prime lacrime versate su un libro e ancora oggi al pensiero mi vien da piangere. A mio parere questo è un libro adatto a tutte le fasce di età e lo rileggerei anche adesso.
    – “Il libro dei mille giorni” di Shannon Hale. Praticamente, una fiaba. Mi ircordo che ai tempi m’innamorai dei toni delicati di questo libro e credo che una rilettura ad età più matura non annoierebbe più di tanto.
    – “Volo nella notte” di Frances Hardinge. Un libro a la Joanne Harris, ma per i più piccoli.

    Tra le delusioni più grandi inserirei i libri della già citata Elisa Rosso, “Le fate sotto la città” di Holly Black, “La detective” di Y S Lee e “Il dono delle furie” di Elizabeth Miles. Gli ultimi due li ho letti qualche anno fa perché tratta in inganno dalle belle copertine. Non li avessi mai acquistati.

    Non ti tedio oltre con altri libri del genere che ho letto, ma la maggior parte erano di genere horror (non splatter, terrificanti in altri sensi) oppure fantasy, ma senza troppi sbaciucchiamenti e solite donzelle sfigatissime. A un mio ipotetico figlio adolescente futuro consiglierei più questo genere fantasioso e creativo, che non i vari Twilight e Colpa delle stelle.

    1. Dei libri che hai citato tu conosco Quattro Amiche e un Paio di Jeans e Un Ponte per Tarabitha, perché ho sentito nominare i film che ne sono stati tratti (il che conferma i motivi di successo degli YA, immagino ^^).

      Ti ringrazio per avermi lasciato nei commenti la tua esperienza! Anch’io ho sempre amato le avventure marinare di Salgari (Pullman, non so perché, mi piace meno). 😀

      1. Salgari è uno dei miei autori preferiti tuttora! Ho letto tutta la a saga dei Corsari delle Antille e avevo iniziato l’anno scorso quella di Sandokan, peccato che trovare i volumi successivi al primo sia un’impresa biblica.

  2. Mah; a me quella degli ‘Young Adult’ sembra tanto una categoria creata a solo scopo commerciale: certo il discorso sarebbe lungo, ad esempio i ‘giovani’ quali ‘categoria di consumatori’ sono fondamentalmente stati scoperti negli anni ’50 col rock; ma definire lo ‘Young Adult’ un ‘genere letterario’ mi pare troppo, anche perché, come sottolinei anche tu, nella categoria rientra un po’di tutto… Allora forse lo ‘Young Adult’ è più un target commerciale che un vero e proprio genere… E qualcosa ci sarebbe da dire sulla fascia di età 13 – 25: tra un tredicenne e un venticinquenne c’è un oceano… Che poi le storie, a prescindere che siano horror, fantasy o di vita (pseudo) vissuta si assomiglino, forse accresce l’impressione che si tratti di libri più o meno ‘editati’ a tavolino per incontare un determinato pubblico. Io a 13 anni leggevo da quel che mi ricordo, ancora abbastanza poco: ero ancora nella fase ‘Topolino’, mi pare seguii una raccolta della De Agostini intitolata ‘Ever Green’ e destinata ai ‘ragazzi’ (anche se nell’elenco figuravano ‘mattoni’ come “America” di Kafka o “Oggi si vola” di Faulkner), e avevo appena scoperto Stephen King… Tutte cose apprezzabili da gente più o meno di ogni età…

    1. Allora… sì e no.
      Il genere della Letteratura per Ragazzi in senso ampio è nato come un target, ma, da quando si è cominciato a scrivere libri specificamente per i giovani lettori è indubbiamente cominciata la sua transizione verso il genere letterario.
      Sicuramente, negli ultimi anni, gli YA hanno subito una forte spinta di marketing, ma saremmo veramente molto ingenui se credessimo che qualsiasi libro che troviamo in negozio non ci sia arrivato dopo un lungo studio sul gradimento del pubblico e su come aumentarlo. 🙂

      Riguardo a trame simili o personaggi stereotipati, penso che si tratti più di conformismo, che di una strategia specifica. 😉

  3. IO PRETENDO LA RUBRICA CONOSCI I TUOI PARGOLI!

    Dei libri che hai citato mi manca Maze Runner sai? mi dicono che i film sono molto carini ma i romanzi non li ho mai tentati. Dovremmo provarci prima o poi, lo sai vero? ^^
    comunque quando il romanzo è valido, anche se per young adult che non sono più da un pezzo, a me piace tentare. Non si sa mai. Magari troviamo un nuovo Giovane Holden!

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