Osservazioni sugli Agilulfo dei giorni nostri

E’ cominciata a luglio, con un ragazzo di tredici anni che quasi sviene in palestra perché è venuto ad allenarsi, col caldo che faceva, con in corpo due bicchieri d’acqua. Perché bere due bicchieri d’acqua appena svegli accelera il metabolismo, lo sanno tutti.

Poi, ci sono stati i quindicenni al mare, che si specchiavano nelle vetrine dei negozi e camminavano trattenendo la pancia (e il respiro), perché al mare si mette il costume e, se il bermuda nasconde il sedere grosso, non può fare nulla contro lo stomaco, no?

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il figlio di una cliente dell’attività rambica, che due giorni fa era lì con la madre che raccontava a me e a Rambo che il suo piccolo quattordicenne – alto quindici centimetri più della sottoscritta e con cinque chili in meno – ha tagliato i carboidrati, perché vuole dimagrire. Il ragazzo si stava allenando anche questa mattina, da prima che arrivassi io, e una piccola perplessità sulla sua capacità di finire la sua serie di jump squats senza spantegarsi sul pavimento della sala l’ho avuta.

Mi domando se le stime del settore, che vedono il rapporto tra i malati di anoressia nelle donne e negli uomini attestarsi sul 9:1 (9 anoressiche ogni 1 anoressico), vadano riviste.

I ragazzi di cui ho scritto non sono probabilmente interessati da alcun serio disturbo alimentare per ora, ma non c’è dubbio sul fatto che potenzialmente – se non trovano nessuno sulla loro strada che possa insegnar loro a nutrirsi correttamente (per quanto possa sembrare stupido pensare che un ragazzo di prima liceo debba imparare a mangiare), o a costruire un giusto rapporto col cibo – potrebbero esserlo.

Qui c’è una schiera di aspiranti Cavalieri Inesistenti che si affiancheranno alle Caterina da Siena wannabes, perché stiamo perdendo la cultura del cibo inteso come fonte di nutrimento e non sfogo di frustrazioni e mancanze d’affetto, perché ci impongono degli ideali di bellezza invece che insegnarci ad apprezzarla e crearla. Perché tendiamo a parlare tanto e ad agire poco.

Agilulfo e Caterina sentitamente ringraziano.

4 pensieri riguardo “Osservazioni sugli Agilulfo dei giorni nostri

  1. Comunque hai ragione: non c’è una vera cultura del cibo come nutrimento e come parte delle cure che diamo al nostro corpo. Si passa da ragazzi, anche giovanissimi, che digiunano a quelli che ingurgitano ogni sorta di junk food.
    Una cosa che, insegnando, mi ha colpito è come sia in decadenza la sana abitudine della colazione mattutina, anche tra i bimbi delle elementari.
    Sarà che al cibo dedico molta cura, sia per formazione familiare sia perché soffro di intolleranze, ma queste cose mi danno molto da pensare.

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