Horror Vacui

Questa volta ero partita bene.
Stamattina, nell’esatto momento in cui uscivo dal Covo per recarmi al Posto di Lavoro, mi sono detta

<<Questo pomeriggio, scrivo un nuovo post>>.

E ne ero anche sicura, badate!
Talmente sicura che in effetti durante il turno di lavoro mi sono venute in mente decina di idee su cosa scrivere. E come. E in quante righe.

Poi sono tornata al Covo, ho pranzato.
Ho fatto una traduzione che non era in programma, l’ho inviata a chi di dovere. Ho dato un’occhiata al luogo del campo estivo di Rambo (niente dojo disperso nella steppa quest’anno: li spediscono al mare, in Grecia. Profonda invidia!), gli ho fatto vedere la spiaggia. Ho atteso che Rambo tornasse alla sua attività rambica, poi ho fatto i miei bravi 75 minuti di yoga, che nel weekend mi era mancato tanto.

Nel frattempo il tempo è cambiato, attorno al Covo si sono radunate delle nubi temporalesche, toccava ritirare i bucato.
Poi toccava fare il caffè alla Genitrice e pensare a che diamine scrivere in un articolo per il Cliente. Finalmente, è arrivato il momento di scrivere sul blog!

…E sono rimasta 10 minuti buoni davanti alla pagina vuota, a guardarla, totalmente priva di qualsivoglia ispirazione.
Eccomi dunque qui, a riempire la pagina di oggi.

9 pensieri riguardo “Horror Vacui

  1. Al prossimo vuoto d’ispirazione sono pronta a rilasciarti un qualsivoglia commento casuale. Sono certa che riuscirei ad accendere la tua fantasia…

    per esempio… ma tu quanto tempo ci metti a fare un caffè? l’hai descritta come un’occupazione sbrigabile in non meno di due ore… 0_0

    1. oh beh, la macchinetta del caffè va lavata accuratamente con acqua fredda. Poi va asciugata. Poi bisogna metterci l’acqua, e il caffè. ecco, il caffè bisogna mettercelo con precisione, un cucchiaino alla volta, senza sprecare la polvere (…ma lo sai quanto caspita costa un caffè decente di questi tempi??!). Poi si accende il fornello, si aspetta che esca il caffè, che la macchinetta gorgogli. Si versa il caffè nella tazza, lo si zucchera e si mescola piano, prima in senso orario, poi antiorario.
      Finalmente, si serve la gustosa bevanda alla Genitrice. 😉

      Ecco, ho scritto un altro post. Grazie per la collaborazione 🙂

      1. tralasciando il fatto che sei riuscita a farmi ridere (non che sia difficile eh…), la prossima volta che devo farmi un caffè ti chiamo! lo mescoli pure! senza zucchero, grazie.

  2. Ah bhe, mi consolo, mi succede ogni giorno, ma fra tutti gli svarioni che faccio durante la giornata, quello è il meno preoccupante. L’ultima volta che ho accompagnato mio nipote a scuola, sono tornato a casa e ho realizzato che avevo il SUO zaino sulla spalla…m’ha preso per il c…ehm…in giro, anche il bidello.

  3. Il lavoro concilia le idee, il Covo le rilascia.
    Così è uscito il post su come avrebbe dovuto essere. Ti devi dotare del registrotre mentale. Un chip da 16 Gb, un mini computer, di quelli mini mini ed ecco risolto il problema della strega smemorata.
    Un caro saluto

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