Conclusione dell’Anno Pargolico

Definiscasi Anno Pargolico come periodo di tempo che si estende dai sette ai dieci mesi, in cui si è soliti impartire lezioni di sostegno a pargoli di sesso, età, peso e intelligenza non meglio specificati.
Il sopra specificato anno (classificabile per i posteri come 2012/13) sta volgendo oramai al termine ed è stato duro e, ahimè, povero di soddisfazioni.

Tra i raggiungimenti più importanti dell’anno registriamo l’uscita di uno dei pargoli dalle scuole medie inferiori, a mezzo del superamento del temuto esame di terza media dopo mesi di preparazione allo stesso e un giugno 2013 passato a fargli lezione ogni giorno dalle 18 in poi, così che lui potesse fare l’animatore al campo estivo dell’oratorio. Perchè ad un ragazzino con problemi di attenzione e concentrazione, una media scolastica disastrosa e voglia di migliorarla sotto le scarpe sia stato permesso di fare il campo estivo? Si tratta in effetti di una domanda interessante, che potrebbe avere molte risposte a cui si potrebbe commentare in maniera piuttosto diversificata, ma io preferisco interrogarmi su un altro tipo di quesito. Come è stato possibile che il prete responsabile di detto campo estivo abbia ritenuto il pargolo sufficientemente responsabile da fare l’animatore?? Mi dicono, in ogni caso, che non ci sono stati morti o feriti gravi, quindi tutto si è concluso per il meglio.
Non rivedrò questo pargolo l’anno prossimo, dato che si trasferirà all’estero con la madre. Ho già festeggiato ampiamente.

Un’altra pargola, quella dei regali importanti per intenderci, è partita per un due mesi di vacanza al mare ieri sera. L’ultima mia lezione con lei è stata naturalmente ieri pomeriggio, vogliamo lasciarla partire senza aver fatto un’ora e mezza di compiti?
La madre della pargola si lamenta perchè non è in grado di organizzarsi coi compiti, nè con qualsiasi altra cosa. Forse, se la piantasse di trascorrere due ore in sua compagnia a fare gli esercizi, evitasse di spedirle dietro la governante ad ogni piè sospinto e le insegnasse come si fa una valigia, al posto che farla e basta, le cose cambierebbero più velocemente. La mia, ovviamente, è solo una supposizione.
Gran parte di quello che siamo viene dall’educazione che abbiamo ricevuto, dovremmo riflettere un po’ di più su questo.

Un’altra pargola ancora, quella con minore anzianità, doveva essere già in vacanza, ma mi ha invece chiamata una settimana fa per programmare delle lezioni. Ne avrei fatto sinceramente a meno, dato che non credo di avere qualcosa da insegnarle se la gentile ragazza rimane pervicacemente attaccata ai suoi metodi. Tra l’altro, il suo problema non è nella mancanza di comprensione dei concetti ma nella poca voglia di studiarli, come le ho già fatto presente. Credete che mi abbia ascoltata? No. Credete che l’abbia capito suo padre? Ovviamente no. Dunque, continuiamo a fare un’ora di lezione a settimana, spesa per lo più a leggere -male- brani in tedesco, quando non mi delizia con la sua orrida pronuncia inglese. Una gioia.

Il pargolo/istruttore procede nella sua intenzione di imparare il tedesco e diciamo che, quando si dimentica di avere un sacro terrore di non capire un’acca o di sbagliare, ha anche raggiunto un livello accettabile. Il suo anno pargolico continuerà, temo, ancora per qualche settimana.

L’ultima pargola è quella che mi da più soddisfazioni.
Ha recuperato la maggior parte dei debiti che era riuscita ad accumulare nei 35 giorni in cui non ci eravamo viste causa suo infortunio, e ora continua a fare lezione con me. I genitori sono anche sufficientemente “centrati” da rinunciare alle loro vacanze in luglio per permettere alla figlia di vedermi, il che li piazza dritti i cima alla mia classifica di idoneità dei genitori pargolici.
L’unico piccolo dubbio che ho, riguardo a lei, è la sua ostinazione di voler studiare storia con me. Ho capito che è uno dei tuoi due debiti, ma forse potresti utilizzare il tempo che trascorriamo insieme per espormi i concetti che non hai capito, di qualsiasi materia si tratti… E invece no, la sua più grande difficoltà sta nel convincersi a studiare storia e a fare gli schemi, cosa che non le hanno minimamente insegnato in tutti i suoi anni di carriera scolastica: gran belle insegnanti ha avuto!
Due/tre volte a settimana sprofondo quindi  nel meraviglioso mondo dell’Avanti Cristo, visito l’impero sumero e quello accadico, passo qualche secolo tra i faraoni egizi. Forse entro la fine di luglio riuscirò a salutare almeno Alessandro Magno, se non Giulio Cesare, chi vivrà vedrà.

L’Anno Pargolico è quasi alla fine, dunque, ma ha ancora qualche cartuccia da sparare. Intanto io mi godo qualche pomeriggio libero in più… e ricarico le batterie, in attesa che un pargolo mi chieda di spiegargli qualche difficile concetto, questo mese o in futuro.
Lo scarso talento matematico degli alunni italiani si riflette interamente sulle energie sprecate dagli insegnanti di ripetizione per fargliela entrare in testa, sappiatelo.

14 pensieri riguardo “Conclusione dell’Anno Pargolico

  1. Non so perché, ma a intuito credo che per un pargolo con deficit di attenzione e concentrazione e media disastrosa, l’animazione sia la strada giusta: evidentemente la sedentarietà, le lezioni, lo studio, non fanno per lui e lo annoiano a morte…è più uno ‘d’azione’ insomma: quindi ben venga l’aria aperta e pure un ruolo di una certa importanza che gli insegni a prendersi delle responsabilità…

    1. concordo fino ad un certo punto. Per la situazione in cui è questo pargolo, per il fatto che fosse praticamente costretto a passare l’esame, io avrei fatto una scelta diversa.
      In generale, è vero che molti ragazzi d’azione, come li chiami tu, trovano giovamento da un’iniziativa del genere

  2. Dovresti essere contenta col pane assicurato per il resto dei tuoi giorni dai dolci virgulti che crescono senza rami o foglie. Tu ci provi con gli innesti ma questi non attecchiscono.
    E va bene. Sono un diversivo della quotidianità che diventa noia.
    Felice pomeriggio
    Un caro saluto

  3. Dato che sicuramente avrai sentito la mancanza dei miei commenti, non posso esimermi questa volta (ti pregherei di risparmiarti risposte del tipo “chi sei?” o “assolutamente no, anzi”, tanto non mi abbatto per così poco).

    Leggendo questo tuo post ho capito diverse cose:
    1) non hai mai fatto l’oratorio estivo o non ti porresti quella domanda. essere decerebrati (o meglio immaturi e irresponsabili) è una caratteristica fondamentale e irrinunciabile. parola di assidua frequentatrice di oratori estivi.

    2) la tua pargola ti sta insegnando storia e ti paga pure per imparare. dovresti considerarti fortunata.

    3) l’istruttore non ha paura di sbagliare, è distratto da altro. quando abbassa lo sguardo per sacra vergogna faglielo alzare sui tuoi occhi. ho detto gli occhi.

    per il resto rallegrati. prima o poi il sole esploderà e la terra diventerà una palla di neve.

    1. Eh, come sai far rinascere la speranza tu! 😉

      In effetti i tuoi commenti mi erano mancati! Non ho mai frequentato l’oratorio estivo, ma una specie di campo estivo, sì. Le animatrici però erano tutte sopra i 30 e poco decerebrate. E nessuno si è mai azzardato a provare ad insegnarmi qualche stupida canzoncina con coreografia annessa…

  4. senza canzoncine non è un oratorio estivo e deduco che non hai mai neppure fatto gli scout.
    guarda che ti avrebbe fatto bene al sarcasmo.

    meglio di no ora che ci penso.

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