Insegnando Tedesco all’Istruttore

Da un paio di settimane sono orgogliosa di contare, tra le fila dei miei pargoli, anche un istruttore dell’attività rambica. Un ragazzo sui trent’anni, che a lavorare per Rambo proprio normale non deve essere; il fatto che mi abbia chiesto di insegnargli il tedesco ne è, temo, la prova definitiva.
Tale istruttore non è proprio l’allievo più perspicace del mondo (…ma in confronto ai miei altri pargoli è comunque un genio: se gli scolari di oggi sono il nostro futuro, siamo spacciati. Maya o non Maya), ma non posso proprio dire che non si impegni. Alla sua terza lezione, giusto qualche ora fa, ha affermato con un certo orgoglio che sua madre mangia una mela e da un giornale ad un bambino. Son soddisfazioni. ^^

La bravura di questo nuovo mio pargolo, un po’ datato per i miei standard, non è in ogni caso materia di discussione in questo post. Il fatto che questo povero ragazzo, dopo essere stato vessato da Rambo per l’intero suo turno, abbia deciso di pagarmi per essere vessato e maltrattato dalla sottoscritta mi ha piacevolmente sorpreso.
E’ una bella cosa che ci sia ancora qualcuno che sappia che svolgere una professione completamente differente non è un buon motivo per non imparare qualcosa di nuovo, che sia consapevole, anche, che l’età o il tempo non sono una buona scusa per dare da mangiare al proprio cervello.

 

La trovo una cosa talmente giusta, talmente sacrosanta, che volevo condividerla con voi.
Magari anche per ricordarvi che non è mai troppo tardi per imparare qualsiasi cosa, dal tedesco al modellismo, dalla scrittura in prosa a quello che volete voi, 😉

11 pensieri riguardo “Insegnando Tedesco all’Istruttore

  1. concordo su molti punti: in primo luogo su quanto essere pagati e rispettati per un lavoro stia diventando merce rara, e quindi occasione di leggitimo stupore, mentre dovrebbe essere normalità. In secondo luogo concordo con l’analisi sui Maya e le nuove generazioni: a guardarli (e, soprattutto, a sentirli), talvolta, si rimane un po’ interdetti! 😉

  2. guarda che ci sta semplicemente provando con te, non col tedesco.

    era tanto che non ti lasciavo un commento pungente, non vorrei ti dimenticassi di me XD

  3. Certo che se siamo arrivati al punto in cui ci si deve stupire se si viene pagati per aver reso un servizio, non è che stiamo messi tanto bene… ;-D Nella nostra società si sta perdendo il senso del lavoro: è un discorso molto ampio; Internet ci sta ad esempio abituando all’idea del ‘tutto, gratis e subito’; la conseguenza è che per esempio nel mondo dell’informazione, i compensi sono drasticamente crollati; sono solo esempi, c’entrano poco col tuo ma ho l’impressione che il lavoro sia sempre meno valutato; ti sei stupita, non te l’aspettavi. Eppure tu gli hai dedicato un’ora del tuo tempo, oltretutto da quanto ho capito anche con una certa fatica; il fatto che avesse a che fare con tuo padre c’entra poco, secondo me: lui è lui, tu sei tu. Dal mio punto di vista tu avevi tutto il diritto di chiedergli un compenso… Ovviamente è da apprezzare moltissimo il fatto che lui senza che aveste concordato nulla, si sia offerto di pagarti: almeno qualcuno che riconosce la validità del lavoro non solo a parole, c’è ancora… 😉

    1. Che avessi il diritto di chiedergli un compenso è ovvio. ^^
      Sono più che altro rimasta sorpresa dal fatto che lui volesse imparare il tedesco, “materia” che di certo non avrà modo di applicare al lavoro.

  4. Oddio come pargolo è un po’ cresciuto ma se ha fame di conoscenze è meglio di certi pargoli più piccoli anagraficamente.
    Comunque mi dico sempre non è mai troppo tardi per imparare qualcoso di nuovo.
    Felice serata
    Un caro saluto

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