Di tg, gerarchie e telefilm

Ammettiamolo, i telegiornali sono stati una grande invenzione.
Che ogni tot. ore di programmazione televisiva ( vecchi film, varietà, reality show e chi più ne ha più ne metta) ci sia un programma che dura una mezz’oretta, il cui scopo è quello di informare la popolazione sulle più importanti notizie giornaliere del mondo è una gran cosa. Anzi, è uno dei motivi che rende importante questo strano aggeggio che regna nei nostri salotti chiamato televisione.

Tuttavia, io non guardo un tg da anni. Anni. Mi viene solitamente imposto da Rambo durante i pasti, al che io comincio a canticchiarmi una canzone a caso nella testa mentre lotto contro me stessa per non uscire in qualche sarcastico commento che potrebbe scatenare una lite in famiglia…e con orgoglio devo qui riportare che sto diventando piuttosto brava.
Certo, ogni tanto rispondo con una frase dei Queen a una domanda della genitrice sulla giornata, ma questi sono solo piccoli effetti collaterali. Capita insomma.

Io le notizie preferisco leggerle. Sui quotidiani, su Internet, sul mio amato Twitter.
Questo mi da la possibilità di approfondire ciò che mi interessa quanto e come mi piace, di farmi le mie opinioni e di ascoltare le opinioni altrui.
Non lo si può fare in televisione, no?
Se però fosse solo per questa mia piccola e relativamente insignificante convinzione, non proverei alcun fastidio ad ascoltarlo, il tg.
Davvero, non avrei alcuna remora a lasciare che i genitori stregoneschi guardino il telegiornale all’ora di pranzo e cena, non fosse per i servizi proposti, di un livello desolantemente basso. O incredibilmente prevedibile. O peggio, esorbitantemente noioso.

Vogliamo fare qualche esempio?
Ha senso, secondo voi, proporre almeno un servizio al giorno su quei poveri disgraziati dell’Emiliano? Che c’è stato il terremoto, lo sappiamo, e anche che la gente vive ancora in tenda. E’ una storia che non va assolutamente dimenticata, ne convengo, ma siamo sicuri di voler sprecare 5 minuti dei 25 a nostra disposizione per ascoltare l’ennesima storia strappalacrime di questa o quella famiglia?
Esiste una motivazione diversa dalle mazzette per mandare in onda un servizio sulla routine del Papa? Non ditemi che il suo appuntamento serale con i consiglieri vaticani è più importante delle elezioni in Egitto, o della crisi in Grecia!
Non credo che qualcuno perderebbe il sonno se per una volta -e sicuramente per errore – il tg non menzionasse l’Uomo Bianco Vestito… Anzi, la mia digestione potrebbe addirittura avere dei miglioramenti.

Qual’è il criterio con cui i direttori di queste istituzioni assolutamente innovative, terribilmente importanti e notevolmente potenti utilizzano per comporre una gerarchia dei servizi? Come fanno, in soldoni, a decidere che il maggiordomo del Papa è più importante di quello che succede in America e che l’amore della Regina Elisabetta per i colori pastello è un argomento più pregnante rispetto a cosa si sta facendo per la Grecia? Ci rendiamo conto che la maggior parte di noi italiani non ha la benchè minima idea di chi sia Romney?
Perchè è possibile spendere minuti, giorno dopo giorno, a parlare di qualsiasi imbecillaggine esca dalla bocca di un calciatore, o dell’ultimo fidanzato di una nuotatrice, ma si fa un solo accenno di dieci secondi sull’esito della discussione di una legge istituita trent’anni prima per salvaguardare i diritti delle donne?

E ancora, perchè chi spende almeno un’ora al giorno del suo esiguo tempo su questa Terra a guardare due o più edizioni di questo o quel telegiornale con servizi pressochè identici può considerarsi più colto o socialmente impegnato di chi, boiata per boiata, preferisce guardarsi Walker Texas Ranger?

Ecco perchè io non guardo il tg. E vi dirò che me ne vanto anche.

4 pensieri riguardo “Di tg, gerarchie e telefilm

  1. Il problema è un pò più complesso: ogni Tg (come i giornali) ha una sua ‘gerarchia delle notizie’. A livello teorico questa ‘gerarchia’ dovrebbe tenere conto del pubblico; a livello pratico, in Italia ciò non avviene, perché la gran parte dei Tg hanno referenti politici, mentre i giornali hanno degli editori che spesso si occupano d’altro, hanno anch’essi collegamenti politici e quindi è immaginabile come si va a finire. Oggi forse il TG più ‘onesto’ verso lo spettatore è quello di Mentana: certo ti deve interessare la politica (parla quasi solo di quella), ma almeno è essenziale (poche notizie, ma analizzate per bene) e non ti mette quegli ignobili servizi in stile: è estate fa caldo, il tormentone dell’estate, sandali o infradito che trovi altrove. Inoltre è meno condizionato politicamente, quindi ti presenta le notizie con un grado di imparzialità maggiore rispetto agli altri… Anche Sky non è malaccio, mentre Rai e Mediaset li puoi seguire solo avendo ben presente che sono telegiornali condizionatissimi politicamente e non solo (giusto il tuo esempio sul Papa…)

  2. Oddio la tua ultima frase del post mi ha fatto letteralmente piegare in due!!!! 😀 Sai perchè? Perchè sono ANNI che mia madre al posto del tg ci rifila Walker! Semplicemente perchè detesta il lecchinaggio dei pennivendoli: le notizie preparate ad arte per farti piangere oppure per inorridire davanti a tanta crudeltà. “Quindi meglio un finto poliziotto che manda in prigione i cattivi, che i cattivi liberi di governarci”. Sue testuali parole. E ora che il buon Chuck non c’è più è passata a CSI (lo odia, ma non ha alternative). 😀

  3. Adesso c’è Jessica Fletcher, ma prima mi devo sorbire Tempesta d’amore!!!!
    CSI è 100 volte meglio!!!!! Però in cucina la lotta al telecomando è dura! Molto in voga a casa mia c’è anche Cielo con i programmi come Affari di famiglia e Gli svuota cantine.

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