Diritti e Doveri

E’ diritto di ogni essere umano, per quanto stupido, per quanto inutile sia, avere delle proprie opinioni. Ed è diritto di ogni essere umano di vivere secondo quelle opinioni.
Ma è anche e soprattutto dovere di ogni singolo essere umano rispettare le opinioni altrui e di lasciare che gli altri vivano secondo di esse.

Ogni tanto fa bene ricordarsi una cosa così semplice, così elementare e così facile da dimenticare.

Abbiamo dei diritti, è vero, ma anche dei doveri. Per la precisione, per ogni diritto che noi abbiamo, c’è anche un dovere morale da rispettare.
Nel nostro caso, abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione, di vivere secondo di essa, ma dobbiamo lasciare che gli altri, o il nostro Prossimo, faccia lo stesso.
E’ fondamentale rispettare il nostro dovere, perchè altrimenti non avrebbe alcun senso avere un diritto. Anzi, il nostro diritto non sarebbe più tale, perchè sarebbe una prevaricazione nei confronti dell’altro.

Ora, non è che sono entrata in una fase filosofica per cui passo le serate a leggere vecchi tomi di filosofi illuministi; non ho onestamente mai digerito Kant fino in fondo: troppa “roba”, troppi ragionamenti. Troppi estimatori che ci hanno discusso sopra…
No, il motivo della mia divagazione filosofica è da ricercarsi nelle notizie che passano sul web (perchè alla tv non è stata detta una parola a riguardo!) negli ultimi giorni.
Si pensa, insomma, di rivedere la famosa legge 194 , in quanto sarebbe lesiva dei diritti dell’uomo (per “uomo” intendasi feto, in quanto uomo in fieri. Cioè futuro uomo. Il che significa che uomo ancora non è. Signori, non potevate essere più creativi e trovare una falsa motivazione logica più credibile?).

Cito qui la campagna in atto su Twitter e molti altri social network (a proposito: #save194!) solo per registrare, di nuovo, quanto effettivamente potenti siano tali mezzi di comunicazione. E aggiungo anche un breve accenno di cosa sarebbe stato dell’informazione pubblica su questo argomento se non ci fossero stati.

Torniamo a noi.
Francamente considero l’obiezione di coscienza, i movimenti pro-life, le false motivazioni di discussione, i referendum sulla legge di cui sopra etc. un’enorme, colossale stronzata.
E il motivo di tutto ciò l’ho scritto all’inizio del post. Non conta quello che pensi tu, obiettore di coscienza, antiabortista, prete dal berretto bianco etc., è tuo dovere lasciare che gli altri facciano la propria scelta. Senza pressioni o restrizioni.
Ce ne fosse anche solo una, di donna, che desidera abortire tutto il resto dei cittadini italiani ha il dovere morale di lasciare che tale donna abortisca. In una struttura ospedaliera, supportata dalla sanità pubblica, curata da medici e infermiere che non possono proprio permettersi questo lusso dell’obiezione di coscienza.
Se ti fai di questi problemi, non studi medicina, oppure vai a lavorare in una clinica privata. In quelle statali fai tutto quanto possibile per curare il tuo paziente, fisicamente e psicologicamente, al meglio delle tue possibilità (aka, giuramento di Ippocrate), tenendo ben presente che per paziente si intende qualcuno che vive, respira e ragiona, e non un ammasso di cellule che forse fra qualche mese potrà essere considerato umano.

 

Ecco. Tutto questo così, sperando che qualcuno di quelli che passano di qua e che non sono ancora informati sui fatti si faccia un’idea di quello che sta succedendo e si tenga informato. E magari passi anche parola.
Ho anche un’intrinseca speranza che qualcuno dei lettori facente parte di movimenti antiabortisti et similia si ravveda e cominci a fare quello che proclama: agire per il bene dell’Uomo.
Che ci volete fare, sotto sotto sono una Streghetta ottimista!

4 pensieri riguardo “Diritti e Doveri

  1. In effetti, questa storia dell’obiezione sta assumendo proporzioni allarmanti, tanto più che mi risulta che negli ospedali il numero degli obbiettori, anche in posizioni di rilievo sia in aumento. C’è una legge, punto. Tra l’altro, se proprio vogliamo fare un discorso religioso, l’atteggiamento dei cosiddetti ‘obbiettori’ mi pare oltretutto molto pilatesco, della serie: eeeeh, ma io sono obbiettore, non è problema mio, vada altrove. Il medico che lavori in una struttura pubblica ha il sacrosanto dovere di curare… altrimenti poi si apre la porta ad altro: io non voglio fare paragoni campati per aria, ma poi di questo passo se cominciamo con le convinzioni religiose, potremmo passare a quelle politiche e financo a quelle calcistiche: non ti curo perché sono della Roma e tu hai la maglietta della Lazio. Il punto vero però è che come dicevo all’inizio, questa questione dell’obiezioni sta assumendo dimensioni abnormi nel disinteresse generale…

    1. Io penso che la professione di medico comporti il dovere (ancora ^^) di lasciare le tue idee e opinioni fuori dall’ospedale. Così come un avvocato difende sia gli innocenti che i colpevoli senza giudicare nessuno pubblicamente, il medico dovrebbe trattare i pazienti…

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